Luciano Spalletti: "Trattasi di crisettina"

La Roma zoppica e stranamente lo fa con le cosiddette "piccole". Se nelle scorse stagioni la maggior parte dei punti incamerati dai giallorossi provenivano dagli scontri con le società meno blasonate, quest'anno sembra non essere più così. 2 punti nei tre incontri con Reggina, Chievo e Ascoli sembrano onestamente un pò pochini. La dirigenza inizia ad alzare la voce con i giocatori e togliere contemporaneamente la parola agli stessi imponendo il silenzio stampa.

L'allenatore è intoccabile. Per il momento. In fondo non lo era anche Capello? E prima di lui che dire di Zeman? Mister Luciano Spalletti da Certaldo è uno che "la capa" la usa eccome. C'è da lavorare sul fattore mentale, stare tranquilli, concentrati per novanta minuti, senza far si che improvvise amnesie tattico-tecniche compromettono i risultati.

Il campionato è lungo e per niente facile:

"E' un momentaccio, uno di quelli in cui ti accorgi che tanto anche se arrivi lì il pallone non entra L'evidenza di tutto è il rigore di Totti. Sullo schieramento a due punte dobbiamo migliorare ma se Totti è quello del secondo tempo le due punte le regge. Siamo in credito dal punto vista degli arbitri ma non dobbiamo parlarne. I tanti infortuni sono dovuti alle gare ravvicinate. Rosella Sensi ha tutto il diritto di lamentarsi di noi. A me sembra che i giocatori si siano impegnati ma dobbiamo fare di più e su quello ha ragione."

Sulla gara contro l'Udinese: "Niente difesa a tre, loro hanno un gioco ben riconoscibile con tre punte. Chivu esterno sinistro è probabile. Noi dovremo rinunciare ancora una volta a Mancini vittima di una ricaduta. Loro sono una buona squadra, la società ha mantenuto pilastri importanti come Iaquinta, Pinzi e De Sanctis e in più il gruppo si è ringiovanito".

via | Datasport.it

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