Massimo De Santis e la condanna preventiva




Dopo le "promesse" di sconti a tutti in stile saldi di Gennaio, le minacce di ricorrere al Tar sembrano essere svanite come neve al sole. Ma solo per le società. La vicenda che riguarda in prima persona l'ormai ex arbitro Massimo De Santis è ben diversa. Se la giustizia sportiva non basta, si va avanti e senza problemi. L'arbitro di Tivoli è difeso dall'avvocato Silvia Morescanti che oltre ad essere il suo legale è anche la sua compagna nella vita privata.

Ora si ricorrerà al Tar del Lazio l'unico organismo giuridico a potersi occupare di giustizia sportiva. La sentenza appare non solo ingiusta e spropositata, ma talmente assurda e fuori da ogni logica da sembrare premeditata agli occhi della giovane Silvia :

"Siamo quasi pronti, al massimo entro dieci giorni depositeremo il ricorso. Vogliamo uscire puliti da questa storia. La giustizia sportiva non può affrontare certi giudizi senza darsi nuove regole: pensate, nessuno degli accusati ha potuto fornire delle prove, compresi noi. Sarebbero bastati i filmati televisivi di Lecce-Parma per smontare le teorie del Procuratore Federale ma non è stato concesso. E allora noi andiamo al Tar. La difesa del mio compagno era semplice, ma siamo stati frenati. D'altronde lo avevano già condannato".

Ma in questo benedetto processo, ci sarà qualche colpevole? Tra sconti e ricorsi pagherà qualcuno? Non è che tra qualche mese rischiamo di ritrovarci Moggi e Giraudo ai vertici della Federcalcio? Tranquilli tutto è possibile nella terra dei santi dei poeti e dei navigatori (e dei cachi come diceva il buon Elio). Calma e sangue freddo. That's the italian style!

via | Tgcom.it

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