Napoli, De Laurentiis spiega lo sfogo di mercoledì: "Voglio salvaguardare il calcio italiano"


Aurelio De Laurentiis non ci sta a passare per pazzo. A Dimaro, sede del ritiro del Napoli, spiega i motivi del suo sfogo sui generis di mercoledì scorso, durante la cerimonia per il sorteggio dei calendari della prossima Serie A:

"Il mio gesto era per salvaguardare tutte le squadre impegnate in Europa. Bisognava evitare i big match, in occasione delle sfide in Champions ed in Europe League. E non siamo sulla stessa barca di Inter e Milan perché non siamo teste di serie, quindi non avremo, almeno inizialmente, un turno agevole in Champions. E poi cominciamo a precisare: sono stato maleducato in casa mia, non certo in casa d'altri, come mi è stato detto in questi giorni. La sostanza, però, resta. Posso essere libero di esprimere il mio consenso o il mio dissenso. Mi viene il dubbio che l'Italia non sia un paese democratico. Non permetto a nessuno di additarmi come quello che alza i toni. E' l'Italia che è così. Sono un passionale e un impulsivo".

Al moralizzatore Enrico Preziosi, che aveva ripreso il collega, dedica un esplicativo "non sparo sulla croce rossa", mentre interessante è il suo concetto di "rinnovamento del calcio italiano", un rinnovamento che secondo lui deve passare anche da cose di questo genere, e cioè niente big-match di campionato prima e dopo di turni europei:

"Porto avanti una battaglia per il rinnovamento. In Lega ci affidiamo ad Infront, siamo sorretti unicamente dai proventi di Sky e Mediaset e non pensiamo al futuro. Abbiamo svenduto i diritti all'estero e le gare della serie A non sono trasmesse in Cina. Cerco di cambiare le cose. Galliani mi dice che nel calcio si perde, non sono d'accordo. Siamo delle società per azioni, quindi non ragiono così, altrimenti avrei già mollato e magari acquistato una società in Inghilterra. Non lo faccio perché ho un impegno con i dodici milioni di tifosi nel mondo. Rappresentano la mia forza e non ho bisogno di alleati per il cambiamento. Abbiamo 85 anni di storia, ho anche ricevuto un messaggio di auguri dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano".

Sarà. Rimangono comunque i toni troppo alti. Rilassati Auré.

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