Calderoni e Herberg lanciano il Parma.


Dopo l’infortunio di mercoledì sera a Reggio Calabria, il Parma torna in pista e conquista tre preziosissimi punti contro una delle squadre più in forma della Serie A: l’Atalanta. Se il progetto dei sette punti in sette giorni è fallito causa i due minuti di follia seguiti all’espulsione di Contini al Granillo, la bella e fortunosa vittoria sui nerazzurri riscava un discreto solco tra gialloblù e zona salvezza, grazie alle sconfitte di Fiorentina, Chievo e Ascoli e nonostante un discutibile sconto di penalizzazione alla Lazio che ha permesso ai biancazzurri di scavalcare i crociati.
Il grafico del rendimento degli uomini di Pioli, quindi, ha assunto le sembianze dell’elettrocardiogramma di un cardiopatico (su e giù senza conoscere pareggi dalla prima giornata), ma va sempre meglio che nelle prime giornate quando l’ago segnalava calma piatta e zero punti in cinque partite. Il rendimento è in crescita, ma non ancora del tutto convincente se si pensa che due degli episodi decisivi sono stati graziosi regali altrui: un’uscita amatoriale di Calderoni e un errore altrettanto amatoriale (senza offesa per gli arbitri UISP e CSI) del pessimo arbitro Herberg che ha inventato un rigore per un fallo di… stomaco di Loria. Una prestazione, quella dell’arbitro messinese, francamente imbarazzante: oltre all’episodio decisivo non concede un rigore al Parma per trattenuta di Loria su Paci, convalida il pareggio di Doni in fuorigioco, tollera oltremodo i siparietti di Morfeo e soprattutto di un irritante Doni e permette al solito Loria (uno dei difensori più scarsi della Serie A) di maltrattare Budan su ogni palla alta, tanto che Colantuono, intuita la mala parata, deve dirottare Rivalta sul croato. Ma Loria, innervosito per l’assurdo rigore fischiatogli, si fa giustizia scalciando Morfeo e guadagnandosi la seconda ammonizione, là dove ci poteva pure stare il rosso diretto.

Tuttavia la squadra crociata è apparsa in progresso rispetto alla tremebonda gara con l’Ascoli e ha sopportato senza grossi traumi le defezioni dell’ultimo minuto: il diciannovenne Rossi, a parte l’ingenuità sul pareggio (ma aveva fatto correttamente un passo avanti per lasciare in fuorigioco Doni), non ha fatto rimpiangere Contini e ha giocato con grande autorità nonostante qualche imprecisione in impostazione. L’altro diciannovenne Dessena, scelto al posto dell’acciaccato Pisanu per dare più nerbo al centrocampo, gioca ormai da veterano e si è sdoppiato in due ruoli andando a fare l’ala in fase di possesso e stringendo verso Grella una volta persa la palla, disegnando un centrocampo a tre che lasciava Gasbarroni libero di difendere il minimo indispensabile da ala sinistra vecchio stampo (da 11 si sarebbe detto ai tempi delle figurine Panini).

Ma proprio dall’ex doriano sono venute le note più stonate della partita: nonostante la grande libertà goduta, l’ala torinese non ha mai creato problemi ad Adriano: mai un’idea, mai un dribbling, mal supportato anche da un incerto Bocchetti, tanto inconcludente in avanti, quanto pasticcione in difesa: vedi cross di Bombardini in occasione del pari. Così così anche Morfeo (nonostante la standing ovation e gli osanna della stampa) che ha sì messo lo zampino in due gol gialloblù, ma è stato a tratti irritante con la sua mania di non fare mai la cosa più semplice, neanche quando è la più giusta.
Tra le note positive, invece, la crescita lenta ma costante di Grella e Ciaramitaro e il solito precisissimo Paci che non ha fatto vedere palla a Ventola (a proposito, se vanno in Nazionale Falcone e Terlizzi…), ma soprattutto la puntualità di Budan che timbra il quarto cartellino consecutivo, portandosi a una media ben superiore rispetto a Corradi e confermandosi capace di segnare i gol facili, caratteristica indispensabile per il centravanti di una pericolante. Se si aggiunge il primo gol in maglia crociata di Muslimović (molto più a proprio agio di Gasbarroni nel ruolo di ala sinistra alla Ciccio Graziani) il piatto di Pioli è decisamente ricco.

Però proprio ora che servirebbe continuità, il calendario si fa un po’ più complicato ed è vero, come sostiene Pioli, che il Parma dovrà costruire la sua salvezza al Tardini, ma sarà comunque il caso di cominciare a portare a casa qualche punto in trasferta dal momento che tre dei quattro prossimi impegni saranno lontano da Parma e il quarto è in casa con l’Inter. Insomma, lo spettro di un’altra serie negativa incombe e sarà bene cominciare a esorcizzarlo già dall’anticipo di Siena sabato prossimo: grazie al riposo in Coppa Uefa, il tecnico ha un’intera settimana tipo davanti per preparare l’incontro al meglio.

A guastare parzialmente la giornata il caso Fernando Couto: depennato dalla lista dei convocati dalla società dopo un colloquio con il D.S. Zamagna in cui il portoghese sarebbe apparso poco motivato e non in linea con la gestione della società: così è stato messo fuori rosa e da domani si allenerà con Gedeone Carmignani e la sua Primavera. D’altra parte è lo stesso Couto che va in giro per Parma a raccontare di non aver mai giocato in una squadra così scarsa. Lui incluso, ovviamente...

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