Cassano, il fenomeno che nessuno fa giocare titolare


Niente da fare, non c'è posto per Antonio Cassano in questo Milan. FantAntonio si accomoda in panchina e si gusta la rimonta dei compagni sull'Inter in Supercoppa con un atteggiamento sereno, allegro e sorridente, ma il presunto leader della nazionale di Cesare Prandelli rischia di passare una stagione a giocare nei ritagli di qualche gara, magari in Coppa Italia. A meno di 12 mesi dell'Europeo è impensabile.

Ecco dunque la caccia, non ufficiale, ad una squadra che gli garantisca il posto da titolare. C'è la Fiorentina, c'è il Genoa e un paio di ipotesi fra Francia e Germania. Possibile che non ci possa iniziare a fare delle domande sulla reale forza del giocatore al quale l'Italia si appiglia per trovare classe, fantasie e vittorie con la nazionale?

Cassano è un ventinovenne, sono finiti i tempi in cui si spendevano per lui aggettivi come "giovane" e "promessa" e nei fatti non c'è stato un solo top team nel quale fra infortuni, intemperanze di vario genere, forma fisica non impeccabile abbia trovato un posto da titolare con continuità: Roma, Real Madrid e ora il Milan, sempre la stessa storia. Cassano finisce invariabilmente in panchina, nell'ultimo caso addirittura quarta scelta su quattro (su cinque se si considera Nonno Inzaghi) e deve andare a cercarsi un posto in squadre di mezza classifica. Più che essere preoccupati per lui (al quale è garantito comunque un lauto stipendio mensile) forse è il caso di preoccuparsi per la nazionale visto che la sua prima alternativa è Mario Balotelli, un altro che continuando ad alternare qualche grande colpo a comportamenti discutibili in campo e fuori senza mai trovare continuità, rischia di fare "la fine di Cassano".

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