Anche Buffon (e i suoi) pronto allo sciopero

Non c’è distinzione nella posizione dell’associazione dei calciatori capeggiata da Gigi Buffon rispetto all’AIC di Tommasi: la serrata è un’ipotesi condivisa

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I calciatori sono tutti d’accordo. La lettera firmata dai 20 capitani e vice-capitani delle squadre di Serie A parla chiaro: “senza firma sul contratto collettivo il campionato non parte“. Nonostante sia inevitabile cogliere con fastidio uno “sciopero dei privilegiati” è indiscutibile che siano i presidenti ad avere torto. L’accordo c’era già, era stato raggiunto con la mediazione della FIGC, e la Lega doveva semplicemente ratificarlo.

Niente da fare, nonostante mesi di attesa l’assemblea dei presidenti continua a nicchiare e a non accettare l’articolo 7, quello che garantisce un trattamento equo per i fuori rosa. La AIC guidata da Tommasi ha trovato anche la sponda nella nuova associazione di categoria capeggiata da Gigi Buffon, l’Associazione Nazionale Calciatori, nata proprio per il fastidio provocato nella scorsa stagione dell’atteggiamento dell’Avvocato Campana che aveva più volte minacciato lo sciopero proprio sul tema del contratto.

L’atteggiamento della Lega Serie A è talmente paradossale da “compattare” il fronte dei calciatori con Buffon che fa sapere “noi siamo sicuramente al fianco dell’Aic in questa iniziativa. Anche perché è il momento di non spaccarci, almeno tra noi calciatori“. Se i presidenti speravano di trovare una qualche sponda dall’altra parte della barricata nel loro atteggiamento intransigente che viola un accordo faticosamente raggiunto hanno fallito il loro obiettivo.