Javi Poves: "Lascio il calcio a 24 anni, è un mondo disgustoso"


In Spagna già lo chiamano "futbolista antisistema". Lui è Javi Poves, difensore spagnolo (ormai ex) dello Sporting Gijon. 24 anni, capelli lunghi e spettinati, occhi chiari, Javi Poves ha deciso di lasciare il mondo del calcio proprio quando si prospettava una tranquilla carriera da professionista nella Liga Spagnola, con una retribuzione di tutto rispetto. Cresciuto nella cantera dell'Atlético de Madrid, passò poi dalle giovanili del Rayo Vallecano, quindi per altri club minori come Las Rozas e Navalcarnero, fino a quando Manolo Preciado gli diede l'occasione di debuttare nel massimo campionato spagnolo nello Sporting Gijon contro l'Hércules.

Una volta entrato in pianta stabile nel calcio che conta Javi Poves comincia a dare segni di turbamento. Chiese dapprima al proprio club di sospendere il pagamento del suo stipendio tramite transazioni bancarie, perché non voleva che si speculasse sul suo denaro, poi pregò i dirigenti di poter restituire l'automobile che il club gli aveva regalato perché non sopportava l'idea di possedere due vetture e di non avere famiglia.

"Il calcio professionistico è solo denaro e corruzione – ha dichiarato Poves - Il calcio è capitalismo e il capitalismo è morte. Non voglio più far parte di un sistema che si basa su ciò che guadagna la gente grazie alla morte di altri in Sudamerica, Africa o Asia. A cosa mi serve guadagnare tanto se quello che ottengo è frutto della sofferenza di molta gente? La fortuna di questa parte del mondo esiste solo grazie alle disgrazie del resto, per me si dovrebbero bruciare tutte le banche”.

"Da quando siamo piccoli veniamo trattati come bestie, ci istigano alla competizione e quando si raggiunge una certa età, poi è difficile tornare indietro - continua il giovane spagnolo nato a Madrid nel 1986 - Finché la gente continua ad accettare il sistema che esiste non sarà facile cambiare le cose - ha dichiarato l’ormai ex calciatore che ha rivelato di studiare storia all’università – voglio vedere cosa succede nel mondo, andare nei posti più poveri per capire le difficoltà del mondo”.

"A che mi serve guadagnare 1000 € invece di 800, se sono macchiati di sangue - si chiede - se si ottengono con la sofferenza e la morte di molta gente? La fortuna di questa parte del mondo è la disgrazia del resto. ciò che si dovrebbe fare è andare in ogni banca, bruciarla e tagliare teste. Antisistema o anarchico? Non so ciò che sono, so solo che non voglio prostituirmi come fa il 99% della gente", spiega, raccontando anche tra i progetti futuri c'è quello di di trasferirsi in una delle parti povere del pianeta. "Voglio conoscere veramente il mondo e vedere quello che c'è. Se mi servirà del denaro? Non molto, sono stato in Turchia in ostelli da 3 €..."

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