Andrea Agnelli duro in conferenza stampa: “Altro che onesti, è lo scudetto dei prescritti”

Andrea Agnelli ha convocato una conferenza stampa a Roma per spiegare le prossime mosse della Juventus, in seguito alla non decisione del Consiglio Federale del 18 luglio. Al suo fianco la squadra di legali della società bianconera.


Andrea Agnelli ha scelto Roma, la città dove hanno sede i massimi organismi sportivi nazionali, per illustrare le prossime mosse legali della Juventus. Il numero uno bianconero aveva già preannunciato la possibilità di rivolgersi alla giustizia ordinaria in caso di non decisione del Consiglio federale del 18 luglio, ora, a tre settimane da quel giorno la società di Corso Galileo Ferraris ha convocato una conferenza stampa per comunicare le prossime mosse. A fianco di Agnelli erano seduti Michele Briamonte, coordinatore legale della Juve, l’avvocato Luigi Chiappero e Pasquale Landi, professore di diritto amministrativo all’università di Roma.

Il presidente juventino è partito subito molto duro, rivendicando la legittimità delle vittorie ottenute nei campionati 2004/2005 e 2005/2006 non mancando di rivolgersi direttamente alla società nerazzurra:

“Il titolo 2005-2006 lo abbiamo vinto sul campo con 91 punti, qualcun altro se l’è visto recapitare sulla scrivania con un atto amministrativo. Lo scudetto del 2006 lo hanno chiamato lo scudetto degli onesti, ma a questo punto è lo scudetto dei prescritti. Il sistema che nel 2006 ha lapidato la Juventus ora si scopre incompetente. Da parte nostra siamo estremamente favorevoli ad un tavolo e ad un dialogo che permetta di procedere. Non temiamo il confronto, siamo stati giudicati e condannati per alcuni fatti dalla giustizia sportiva. Non saremmo però favorevoli a sederci per dialogare se questo dovesse servire per lavare coscienze sporche e a insabbiare”.

Il numero uno bianconero ha spiegato le motivazioni che hanno portato alla convocazione della conferenza stampa:

“Abbiamo convocato questa conferenza stampa giustificandola con lo sviluppo dell’esito del Consiglio federale del 18 luglio. La Juventus è abituata a giocare le partite in campo. La partita oggi si gioca qui a Roma e quindi questo è il luogo più adatto per comunicare le nostre strategie dopo la ‘non decisione’ del Consiglio federale del 18 luglio. Il 6 luglio avevo espresso il timore che il Consiglio decidesse di non decidere: così è stato. Non è stata una sorpresa, per le sensazioni che avevamo, ma ci ha lasciato molto perplessi. Ci tengo a chiarire alcuni concetti di fondamentale importanza per la Juventus.
La società ha confidato sin dal 2006 nella giustizia sportiva pagando a carissimo prezzo. Sono poi emersi alcuni fatti nuovi, principalmente dal processo di Napoli, che sono stati elaborati dal procuratore della Figc, Stefano Palazzi, dopo l’esposto da noi presentato per avere parità di trattamento nell’ambito della federazione”.


È stata poi la volta dei tre legali che hanno accompagnato Agnelli a questo incontro con la stampa. Ha parlato Michele Briamonte che in poche parole ha fatto capire che la società ricorrerà a tutti i gradi della giustizia sportiva, a partire dal Tnas (Tribunale nazionale arbitrale per lo sport), per arrivare fino alla Uefa e alla giustizia sportiva:

“Il nostro percorso di giustizia inizia con un ricorso al Tnas per esaurire il percorso dei ricorsi interni. Poi ricorreremo ad ogni grado di giustizia sportiva. La Figc aveva enormi poteri per intervenire, ora esauriremo tutti i gradi di giustizia italiana. Radicheremo un esposto al procuratore regionale del Lazio della Corte dei Conti. Abbiamo immaginato un esposto alla prefettura del ministro dell’Interno e abbiamo poi una grande aspettativa per ciò che riguarda l’Uefa: siamo ansiosi di sapere se i comportamenti tenuti tra l’ottobre 2006, quando si sono chiusi i procedimenti relativi alla retrocessione della Juventus, e il 18 luglio 2011, che secondo i nostri studi non hanno mai avuto precedenti, sono conformi ai principi della Uefa stessa”.

E ancora:

Dopo la giustizia sportiva, non avremo alcun problema a chiedere giustizia anche a quella togata: il Tar, il Consiglio di Stato e le procure competenti. Escluso un ricorso al Tas di Losanna perché non crediamo ci sia una competenza specifica, come invece ce l’ha l’Uefa. Escluso anche un ricorso all’Alta Corte del Coni, andiamo al Tnas perché chiediamo un risarcimento economico. Lasciamo a loro il calcolo dei danni subiti che, al momento, non è quantificabile. Per quanto riguarda la richiesta di risarcimento danni, ci sono due strade in via di accertamento: o nel 2006 la decisione di sanzionare la Juve fu negligente oppure l’orizzonte temporale potrebbe spostarsi al 2011. O il danno è stato creato nel 2006 o nel 2011 quando si è deciso di non decidere di fronte alle prove”.

Dello stesso tono le dichiarazioni di Landi e Chiappero che hanno ribadito come la Juventus è pronta a dare battaglia su tutti i fronti. Mentre in Italia da più parti si chiede di riportare il clima ad uno stato di tranquillità, vedi le ultime parole di Cesare Prandelli, l’impressione è che tale serenità si potrà raggiungere solo quando davvero su questa vicenda si sarà giudicato con equità, qualche errore nel 2006 è stato commesso, ora è il tempo di provare a riparare.