Kakà(o) meraviglia(o)!

Pratica belga archiviata come da copione, qualificazione agli ottavi, quasi. Sono bastati 22 minuti al Milan per chiudere l’incontro: rigore per fallo su Gilardino al 7mo, triangolo tutto carioca al 22esimo. Firma d’autore su entrambe le finalizzazioni: Ricardo Izacson Dos Santos Leite, in arte, Kakà. Due a zero e palla al centro. Positiva, nel primo

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Pratica belga archiviata come da copione, qualificazione agli ottavi, quasi.
Sono bastati 22 minuti al Milan per chiudere l’incontro: rigore per fallo su Gilardino al 7mo, triangolo tutto carioca al 22esimo. Firma d’autore su entrambe le finalizzazioni: Ricardo Izacson Dos Santos Leite, in arte, Kakà.
Due a zero e palla al centro.
Positiva, nel primo tempo, anche la prestazione delle due punte asettiche, Gilardino e Ricardo Oliveria. Intendiamoci niente di fantascientifico, ma i due si sono dati da fare, si sono mossi bene e hanno mostrato una discreta intesa.
Rossoneri vicini al terzo goal in diverse occasioni e padroni assoluti del campo. Uniche note stonate, in questa prima frazione di gioco, l’infortunio (forse strappo) di Kaladze durante la rifinutura e l’ennesimo acciacco di “muscoli di seta” Nesta, sostituito da Cafu con l’accentramento di Simic.

Nella ripresa, inevitabilmente, la partita cala di ritmo, ma ad infiammarla è ancora una volta Kakà, che al 56′ s’inventa un gol da antologia disegnando una traiettoria imprendibile di collo interno destro da fuori area.
“Siam venuti fin qua, siam venuti fin qua, per vedere segnare Kakà”, cantano dalla Sud. Accontentati. Applausi.
La partita del Milan finisce qui. Con mezz’ora d’anticipo.
La sindrome del 3 a 0 colpisce ancora ed ecco che il modestissimo Anderlecht riesce a mettere paura alla squadra di Ancelotti.
E non solo per il goal subito grazie alla solita dormita collettiva su calcio piazzato ma anche per una ventina di minuti di pressione costante in cui la formazione belga ha più volte fatto tremare i polsi a Dida.
Se al posto di Hassan, Boussoufa, Tchite ci fossero stati Van Nisterloy, Ronaldinho o Drogba chissà come sarebbe finita.
Ma così non é. L’Anderlecht non ne ha più e il Milan, grazie anche agli ingressi di Gattuso e Pirlo riprende in mano il gioco e va a chiudere il conto con il battesimo europeo del goal di Gilardino che bissa il goal (inutile ai fini del risultato ma non dell’umore) del Derby di Sabato.
Sette goal nelle ultime due partite. Che i rossoneri siano finalmente sulla via della guarigione?
Foto | Uefa