Cruz la miniera d’oro

Quando si parla di acquisti sbagliati la prima squadra che viene in mente è l’Inter e il primo nome è quello di Massimo Moratti.

Gli innumerevoli errori commessi dal presidente nerazzurro offuscano quelli che sono stati i diversi grossi affari fatti da questa squadra negli ultimi anni.

E così è più facile ricordarsi di dello scambio alla pari Cannavaro-Carini, anziché dell’ingaggio di Cambiasso.

A parte l’acquisto di Javier Zanetti a pochi miliardi di lire, e l’ingaggio di Cambiasso giunto in regalo da Madrid, quello che più di tutti merita di essere ricordato è arrivo di Jùlio Ricardo Cruz.
L’argentino, giunto alla corte di Moratti per essere, nell’Inter di Cuper, la quarta scelta dietro ai vari Recoba, Vieri e Martins, non è mai diventato un titolare di questa squadra.

El giardinero, però più longevo e più determinato dei bambini viziati di turno (Vieri e Recoba su tutti), non ha mai fatto polemiche, non ha mai surriscaldato gli animi nello spogliatoio ed ogni qualvolta è stato chiamato in causa non ha mai tradito.

Gli interisti più attenti avranno di certo notato che le partite più entusiasmanti degli ultimi anni dell’Inter portano la firma del “giardinero”.
Attualmente i suoi tre gol in due gare di Champions possono essere decisivi per un eventuale passaggio del turno.
Ma facendo un passo indietro tutti ricorderanno lo 0-3 rifilato ai Gunners ad Higbury, o l’1-3 rifilato alla vecchia signora a casa sua nel campionato 2003-04, quando già si pensava all’ennesima sconfitta al “Delle Alpi”, soprattutto dopo il forfait di Vieri (come se fino ad allora in qualche occasione Bobo fosse risultato decisivo contro i bianconeri), nonché l’ultimo 0-1 a Torino nel 2005.
Gare queste dove l’argentino ha lasciato una traccia indelebile, con gol e assist.
Insomma il giardiniere rientra a pieno titolo tra gli acquisti più azzeccati dell’Inter del terzo millennio, anzi dell’intera gestione di Moratti junior.
Tutti gli affari migliori di Moratti sono quasi tutti argentini, in controtendenza con Pellegrini che pescava benissimo in Germania.
Cruz in realtà non è stato pagato quattro soldi (come capitan Zanetti) per esempio, ma francamente in questi anni si è più che guadagnato “il tozzo di pane”, come avrebbe detto l’avvocato Agnelli.
Speriamo soltanto che Mancini lo tenga più in considerazione di quanto ha fatto fino ad oggi, anche perché “El giardinero” diventa di giorno in giorno più forte.

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