Ronaldinho è meglio di Kakà

Stimolato da un post del “collega e cugino mdf”, ho voluto anche io prendere posizione sulla questione, prescindendo però dalle vicende di mercato. Se fossi un presidente di una ricca squadra di calcio ( chi non lo ha mai sognato?) e potessi scegliere un solo fuoriclasse per provare a vincere qualcosa di importante, non avrei

Stimolato da un post del “collega e cugino mdf”, ho voluto anche io prendere posizione sulla questione, prescindendo però dalle vicende di mercato. Se fossi un presidente di una ricca squadra di calcio ( chi non lo ha mai sognato?) e potessi scegliere un solo fuoriclasse per provare a vincere qualcosa di importante, non avrei dubbi. Preferisco ancora Ronaldinho a Kakà.
Non certo il giocatore che trotterella sulla sinistra in questo inizio di stagione dopo aver praticamente saltato la preparazione estiva per partecipare alle tournee milionarie in giro per il mondo del Barca. Il Ronaldinho che ho in mente io è quello che ha cambiato la storia dei blaugrana, portandoli in vetta a Liga e Champions League in due anni e incantato il mondo con i suoi dribbling, i suoi gol, i suoi assist e i suoi sorrisi.
Quel Ronaldinho, come quel Ronaldo nel primo anno di Inter, sono fuoriclasse assoluti capaci non solo di vincere la partita da soli ma di trasformare una squadra. Kakà è mai stato così determinante per i successi del Milan? Finora no, lo dicono i numeri e anche il palmares della squadra rossonera. Il brasiliano è arrivato in Italia nell’estate del 2003 e dopo un inizio in sordina è esploso nel derby d’ andata che è costato la panchina ad Hector Cuper. 10 gol in 30 partite quell’ anno, conquistandosi a suon di ottime prestazioni il posto da titolare, a cui sono da sommare altre 4 reti in 10 presenze nella Champions League della fatale La Coruna.
L’ anno dopo inizia la dittatura della Juve capelliana che si fa rimontare dai rossoneri nel girone di ritorno ma espugna San Siro nello scontro diretto a poche giornate dalla fine e si laurea campione d’ Italia. Kakà va a sprazzi quell’anno, i gol sono 7 in 36 presenze in serie A, ma c’è la possibilità di entrare nella storia del Milan grazie alla finale di Istanbul contro il Liverpool. Sappiamo tutti come è andata a finire.
Arriviamo all’ anno scorso, quello che deve essere della consacrazione del bimbo de oro. In Serie A, nonostante Kakà che raggiungerà il suo massimo in Italia con 14 reti segnate, i rossoneri non sono mai riusciti a mettersi in corsia di sorpasso sulla Juve, mentre in Europa c’è finalmente lo scontro diretto con il Barcellona. Sono due partite equilibrate, molto tattiche, in cui è proprio un lampo di Ronaldinho nella partita d’ andata a mettere Giuly in condizione di far secco Dida.
Quel che voglio sottolineare è che finora nei momenti clou Kakà non è riuscito a caricarsi sulle spalle la squadra e decidere la sfida con un suo gol o una sua prestazione importante. Come un assoluto fuoriclasse deve fare. Come fa Ronaldinho e come ha fatto Ronaldo.

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