Zamparini spiega l’esonero di Pioli: “Avevo paura di retrocedere”

Maurizio Zamparini spiega l’esonero di Stefano Pioli e la controversa campagna acquisti del Palermo. Intanto si presenta Denis Mangia, l’allenatore della Primavera a cui è stata affidata la panchina in attesa di Rossi o Ranieri.


Con il mercato ufficialmente chiuso fino al prossimo gennaio, i protagonisti possono commentare tranquillamente quello che è accaduto in questi ultimi giorni convulsi. Uno di questi è sicuramente Maurizio Zamparini, il Palermo è stato infatti protagonista di una campagna quanto meno discutibile e in chiusura è anche arrivata la ciliegina sulla torta dell’esonero di Stefano Pioli, l’allenatore sbarcato in Sicilia non più di qualche settimana fa. Il presidente dei rosanero, che negli anni si è costruito una fama da mangia allenatori, ha voluto spiegare i motivi che hanno portato al clamoroso licenziamento:

“Osservando il precampionato mi sono terrorizzato pensando che potessimo retrocedere in serie B, da dieci anni a questa parte non avevo mai visto questa squadra ad un livello così basso. Con Pioli ho sbagliato, così come in passato con Zenga, Colantuono e Glerean, ero convinto potesse portare qualcosa di nuovo ed invece…”.

Alla fine sulla panchina del Palermo siederà Denis Mangia, almeno per ora, in attesa di trovare l’accordo con qualche allenatore di rango più alto. I nomi più gettonati sono quelli di Delio Rossi e Claudio Ranieri, uomini in grado secondo Zamparini di dare una svolta alla difficile situazione:

“Dopo il ko col Napoli in amichevole ho pregato Rossi di tornare e lui ha preso tempo così con Sogliano abbiamo optato per una soluzione ponte, Mangia. Gli ho detto che sarà di passaggio ma se andrà bene ne riparleremo, tra un mese credo che sia Delio che Ranieri, quelli che mi danno più garanzie, saranno liberi. Loro potrebbero rimettere in carreggiata una squadra che per ora è priva di entusiasmo”.


Se la vicenda allenatore non ha lasciato dormire sonni tranquilli ai tifosi palermitani, anche la campagna acquisti, caratterizzata dalle tante cessioni eccellenti, ha sollevato più di qualche perplessità. Il patron rosanero motiva le scelte portate avanti della società e poi attacca la stampa locale per lo scarso sostegno che di solito offre alla sua compagine, da qui l’annuncio (l’ennesimo?) di un suo possibile disimpegno:

“Per noi è un anno di transizione ma ritengo di avere un ottimo organico. Il fatto è che tutti i senatori mi hanno chiesto di andare via o per cercare nuove motivazioni o per questioni economiche. La vecchia guardia non aveva più entusiasmo così ho preso giocatori di pari livello ma più motivati. E poi preferisco Tzorvas a Sirigu ed a gennaio arriverà Vazquez. La stampa locale non ci aiuta, non è partigiana, non ho i giornalisti a favore. Andrò via ma solo come presenza non come gestione. Tra un mese e mezzo prenderò uno alla Galliani che si presenterà al posto mio”.

Intanto adesso la malsicura barca palermitana è affidata a Denis Mangia, l’ex allenatore della Primavera che avrà il delicato compito di traghettare il gruppo fino a quando non si troverà un nocchiero più esperto, che promette il massimo impegno nonostante con buona probabilità la sua permanenza al timone potrebbe durare molto poco:

“Sono un allenatore a tempo? Beh, per me non sarà una zavorra. Devo farmi un’idea delle caratteristiche dei miei giocatori ma quello che conta è una sola cosa, lavorare. Bisogna mettere da parte il pessimismo e le negatività e ritrovare l’entusiasmo e l’ottimismo. Miccoli è il mio capitano, ma giocherà chi è più in forma. Degli acquisti non mi importa, lavoro coi giocatori che il club mi mette a disposizione, il mio modulo è di solito il 4-4-2 ma voglio prima parlare ai giocatori”.

L’impressione è che il povero Mangia dovrà lavorare non poco per dare un’identità ad un gruppo che appare sinceramente frastornato. Non potrebbe essere altrimenti dopo le partenza di leader come Sirigu, Pastore, Nocerino e Cassani e la sostituzione dell’allenatore ancor prima dell’inizio del campionato. Il verdetto lo emetterà il campo, come al solito, ma non stupirebbe vedere il Palermo in posizioni di classifica molto meno nobili rispetto a quanto ci ha abituato in queste ultime stagioni.