Juve, è scontro con Amauri: bordata di Marotta, replica l’agente

Amauri rifiuta il Marsiglia: la Juve non ci sta ed è polemica tra Marotta e l’agente del centravanti


Può un giocatore che guadagna, al netto, 3,8 milioni all’anno (4,2 secondo la Gazzetta) passare il tempo tra allenamenti settimanali e tribuna domenicale? Amauri può, resta da capire quanto l’italo-brasiliano sia orgoglioso o quanto, invece, sia un parassita. Noi ci esimiamo dall’esprimere un giudizio che in entrambi i casi sarebbe fuori luogo (in fondo, cosa ne sappiamo noi comuni mortali?), ma è bene riportare lo scambio di battute a distanza tra Giuseppe Marotta, ds juventino che ha tentato di piazzare in tutti i modi l’attaccante, e Giampiero Pocetta, agente del calciatore. Cominciamo dai fatti: Amauri, fuori rosa da luglio alla Juve, non riesce a trovare squadra. Turchia e Italia, alla fine è stato il Marsiglia a fare la proposta più concreta. Così i bianconeri hanno trattato: buonuscita all’ex palermitano di 3,2 milioni lordi, contratto triennale dei francesi da 2,5 milioni, totale (per lui) di 10 milioni di euro netti. Offerta rifiutata.

Così Marotta tira le orecchie al separato in casa juventino:

“È un caso che deve fare riflettere anche in sede di rinnovo del contratto con l’Aic. Il giocatore ha un contratto di 3,8 milioni netti e il Marsiglia gli aveva proposto il prolungamento del contratto di un anno anche attraverso un contributo della Juventus, ma il giocatore ha rifiutato. Davanti a una situazione del genere; bisogna fare una riflessione altrimenti le società rischiano di rimanere ingabbiate”.

Non ci sta Amauri, ma a farne le veci è il procuratore Pocetta:

“Si sta strumentalizzando Amauri. Ogni giocatore ha il diritto di accettare o meno un trasferimento. Il giocatore ha preso atto delle offerte che c’erano, ringraziando tutti quanti, ma ha deciso di rimanere alla Juventus. Strumentalizzare la posizione di Amauri è poco elegante. Ogni giocatore ha il diritto di allenarsi, di fare le sue scelte. In questo momento credo ci sia bisogno di collaborazione tra società e calciatori, fare muro contro muro, come sul contratto, non serve a nessuno. Cercherà di dimostrare alla Juve e all’allenatore di essere all’altezza. È molto orgoglioso, se ne avesse fatto una questione economica avrebbe accettato altre offerte. Ha preso una decisione sua personale”.

Chissà che alla base del rifiuto ad approdare alla corte di Didier Deschamps non ci sia l’invivibilità di Marsiglia città.