Polveriera Roma, Sabatini preoccupato dai casi di Totti e De Rossi

Conferenza stampa fiume di Walter Sabatini, il ds della Roma affronta i due argomenti più scottanti in casa giallorossa: i malumori di Totti e il rinnovo di De Rossi.


A mercato chiuso il ds della Roma, Walter Sabatini, tiene una conferenza stampa a margine della presentazione della finale di Supercoppa Italia Primavera, ma dei nuovi arrivi in giallorosso si è parlato poco perché l’argomento del giorno è stato il difficile rapporto che si è creato tra Francesco Totti e il nuovo allenatore Luis Enrique. Tutto cominciò con Baldini che definì il capitano giallorosso “pigro”, ovviamente il numero 10 non la prese tanto bene. A rendere ancora più teso il clima a Trigoria ha contribuito la sostituzione contro lo Slovan Bratislava e la successiva eliminazione.

A quanto pare l’atmosfera che si respira nello spogliatoio è già pesantissima se Sabatini ha ritenuto opportuno intervenire con decisione per invitare tutti i protagonisti a fare qualcosa in più per il bene della squadra. Il ds non si è nascosto e ha parlato chiaramente dell’esistenza di un caso:

“Credo sia ora di affrontare questa triangolazione Totti-Baldini-Luis Enrique che non mi piace affatto, una sorta di stallo. Io so che se un aereo stalla poi precipita e non vorrei introdurre il precipizio per la Roma, sento molto il pericolo di queste vicende, che dovremo risolvere. Forse ho sbagliato a parlare di rivoluzione culturale, ma vedo che si stanno conclamando situazioni più reazionarie che rivoluzionarie. Spero usciremo in fretta dalla situazione altrimenti non ci sarà squadra e non ci sarà calcio. Tutto sarà un’ombra perché saremo occupati su altre vicende. Sicuramente sono cose importanti per la piazza, ma noi dobbiamo giocare a calcio”.

Il dirigente ha poi rincarato la dose:

“Totti non merita che si racconti la sua storia dicendo ‘Totti ha fatto scappare gli ultimi 6 allenatori’. E invece è così che la raccontano all’esterno. Le qualità di Totti non sono in discussione, mai. Ma oggi deve pensare a se stesso in maniera diversa, può darsi che possa essere più utile con 20 partite che con 30. Anche se va in panchina dovrebbe avere il sorriso dentro e anche fuori, perché anche i giovani non siano in imbarazzo. Non è un accantonamento di Totti, ma una richiesta di far lavorare un allenatore serenamente. Deve poter decidere di non far giocare Totti senza un processo continuo da cui non si esce più. Anche perché questa situazione intimidisce i nuovi, in campo e fuori”.

Sabatini prova a tranquillizzare il giocatore escludendo in maniera più assoluta che la società sia contro di lui o peggio che ci sia una sorta di dualismo tra lui e Baldini:

“Non c’è una fronda di Baldini contro Totti, né un piano per demolirlo passando da Luis Enrique. Baldini ha usato un aggettivo, “pigro”, che avrebbe potuto non usare. Ma lo ha spiegato, dovrebbe essere Francesco a evitare si formino rivoli intorno al suo nome”.


Per uscire da questa impasse c’è bisogno che tutti facciano qualcosa a partire da Luis Enrique e lo stesso Totti:

“Non dico che Totti debba accettare serenamente le esclusioni. Ma deve accettarle. E modulare le sue risposte verso allenatore e squadra in modo diverso. Lo so che per lui è difficile, lo sente come una bocciatura, e lesiva della sua dignità. Gli chiedo uno sforzo straordinario. Non possiamo distruggere Luis Enrique, per far venire un altro che poi verrà distrutto a sua volta. Questa situazione sta uccidendo la squadra”.

Di sicuro non si può dire che a Sabatini sia mancata la schiettezza. Archiviato il “caso Totti”, il ds si è dedicato all’altro argomento caldo della capitale e cioè il rinnovo contrattuale di Daniele De Rossi. Ha ammesso di essere preoccupato ma la sua speranza è che alla fine tutto possa risolversi e che il centrocampista resti in giallorosso ancora a lungo:

“Il contratto di De Rossi mi preoccupa molto, ma so che è una situazione risolvibile perché Daniele vuole rimanere qui. Se così non fosse sarebbe una grave perdita per la Roma, ma dovremo anche essere pronti ad accettarlo. Non credo tuttavia che arriveremo a tanto. De Rossi si confronta col mercato e fa delle richieste. Ci stiamo confrontando con lui in maniera molto costruttiva, la società ha elaborato una idea di contratto molto innovativa e penso che arriveremo ad una conclusione favorevole. Il mancato rinnovo sarebbe un tradimento? De Rossi non tradisce, non fa parte delle sue corde. In caso, sceglie, che è una cosa diversa. Tanti emissari si sono avvicinati e avrebbero potuto affondare il colpo. Ma De Rossi non è mai stato in vendita, non era il momento di perdere un giocatore come lui. Ma non lo perderemo”.