Il Milan tra torti e astinenza

Ennesima battuta d’arresto per il Milan di Carlo Ancelotti che cede il passo a Bergamo ad una grande Atalanta e va a –17 punti dalla coppia di testa. I rossoneri non vincono più e segnano poco. A poco contano i tre gol del derby, arrivati quando ormai gli schemi erano completamente saltati. Il Milan, è

Ennesima battuta d’arresto per il Milan di Carlo Ancelotti che cede il passo a Bergamo ad una grande Atalanta e va a –17 punti dalla coppia di testa.
I rossoneri non vincono più e segnano poco.
A poco contano i tre gol del derby, arrivati quando ormai gli schemi erano completamente saltati.
Il Milan, è inutile nasconderselo, non riesce più ad andare in rete.
La cessione di Shevchenko si sta facendo sentire ancora di più di quello che si immaginava e l’attacco dei rossoneri è ormai allo sbando.
Ma tecnicismi a parte oggi a tenere banco sono ancora i torti arbitrali subiti dai rossoneri.
Il calcio di rigore negato per l’intervento su Borriello ed un altro paio di decisioni dubbie hanno scatenato l’ira di Galliani, che ha fine gara ha detto che per un po’ di tempo non proferirà parola, ma sarà solo il tecnico a parlare per il Milan.
Ancelotti a fine gara esprime quella che è la sua rabbia, dicendo che pur non pensando ad un complotto, qualche dubbio c’è.
Viene richiamata in causa anche la circostanza che l’unica squadra a non aver avuto sconti dall’aribitrato è stata il Milan.
Ad onor del vero tra le squadre coinvolte negli scandali estivi il Milan era la società che comunque ne era venuta fuori meglio.
In realtà il Milan, errori arbitrali a parte, ha deciso sin dall’inizio che questa sarebbe stata una stagione di passaggio, non operando per nulla sul mercato.
I torti arbitrali e l’astinenza dei suoi attaccanti stanno, però, allontanando i rossoneri da quello che è l’obiettivo minimo e irrinunciabile, e cioè il quarto posto.
È inutile dirlo che arbitri a parte il Milan dovrà operare sul mercato, anche perché il tempo stringe e le prime si allontanano.