Complotto no, però…

Si parla tanto in casa Milan degli errori (?) arbitrali che la formazione rossonera ha subito dall’inizio del campionato ad oggi. Dopo il rigore enorme negato a Bonera, e l’orgia di errori che l’arbitro Pieri é riuscito a mettere insieme nel giro di pochi secondi in occasione dell’autogoal-rigore-simulazione durante l’incontro di ieri con l’Atalanta (che

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Si parla tanto in casa Milan degli errori (?) arbitrali che la formazione rossonera ha subito dall’inizio del campionato ad oggi.

Dopo il rigore enorme negato a Bonera, e l’orgia di errori che l’arbitro Pieri é riuscito a mettere insieme nel giro di pochi secondi in occasione dell’autogoal-rigore-simulazione durante l’incontro di ieri con l’Atalanta (che per altro ha vinto meritatamente), alcuni hanno ingigantito le parole di uno stizzito Ancelotti, utilizzando il termine berlusconiano “complotto”.
C’é chi appoggia questa tesi, milanisti e non, motivandola con il comportamento anche fuori dal rettangolo di gioco. I fautori di questa teoria evidenziano com il Milan sia l’unica squadra a cui non sono stati fatti sconti all’Arbitrato, sia l’unica società il cui dirigente (Galliani) non sia nemmeno stato accolto in udienza per conciliare.
Il tutto avendo ricevuto le stesse penalizzazioni (-30 punti nel campionato scorso) delle ben più “inguaiate” Lazio e Fiorentina.
L’aver dovuto anticipare la preparazione in vista dei preliminari di Champions League, avrebbe fatto il resto.
Abbiamo già affrontato l’argomento in questione ma, vorremmo aggiungere a quanto già detto anche l’opinione “ufficiale” del Milan, che sil proprio sito ha riportato le dichiarazioni del legale della società, avv. Leonardo Cantamessa, in merito al presunto complotto.
Le riproponiamo alla lettera, per dover di cronaca.

“La parola ‘complotto’ non mi piace e non piace nemmeno al Milan. Concordo però sul fatto che succedano alcune cose che generano un gravissimo disagio. Ci sono tre cose, diverse ma concentriche, che vanno nella stessa direzione, che generano disagio.
1)La prima cosa sono gli errori arbitrali, o meglio la gravità degli errori arbitrali. Perchè ci sono almeno tre di questi errori che hanno la ‘E’ maiuscola. Errori giganteschi, senza giustificazione, addirittura infantili, ed è chiaro che generano inquietudine. Errori vistosissimi, il fatto c’è e non si può negare.
2)La seconda cosa sono i cosiddetti ‘sconti’. Il problema non è ‘sconto’ o ‘non sconto’, non era obbligatorio togliere dei punti a tutti. Però la posizione del Milan era la più leggera, l’unica in cui non figurava un amministratore della società coinvolto. La responsabilità oggettiva, quella del Milan, è diversa da quella diretta sia dal punto di vista etico che giuridico. E sullo scorso campionato noi abbiamo avuto ben 30 punti, come Fiorentina e Lazio, solo la nostra bravura ci ha permesso di partecipare al preliminare. Invece ci si imputa anche questo, di essere stati bravi e di esserci qualificati per il preliminare nonostante la penalizzazione di 30 punti. Ebbene, interrompere la preparazione ha già creato conseguenze gravi, come gli infortuni, e in futuro potrebbe portare addirittura conseguenze gravissime. E poi la motivazione del mancato sconto è paradossale: a)non abbiamo controllato Meani, ma il ‘mancato controllo’ non è stato imputato a nessun altro e b)siamo bravi. Ma così si dimentica la proporzione tra delitto e pena, che è la grammatica del diritto, da Beccaria in poi.
3)L’ultima cosa è l’accordo che io stesso presi con Nicoletti e Rossi. Quest’estate noi tre parlammo, la conciliazione è fatta apposta. Galliani è stato impeccabile dando all’inibizione un significato denso che nessuno aveva dato prima di lui: ha evitato le presentazioni, ha parlato poco o niente, per rispetto istituzionale. Lo stesso rispetto istituzionale mostrato dal Milan che mai ha alzato la voce, che mai ha minacciato il ricorso al Tar. Ebbene, ci accordammo con Rossi e Nicoletti, accordo non formalizzato per garbo e per ragioni etico-estetiche, ma ora posso dire che fu un errore non formalizzarlo. Perchè poi la Federazione ha tenuto un atteggiamento sprezzante negandoci quell’accordo che avevamo raggiunto con la gestione appena precedente.
Queste tre cose, messe insieme, fanno capire il disagio gravissimo che ho anticipato. La direzione è la stessa, ed esistono tre ragioni del disagio, come ho spiegato. Non conosco, però, la causa di queste tre ragioni ma conosco l’effetto e anche i risultati sono figli di questo disagio.
Non credo al complotto, magari al condizionamento ma al complotto no, non credo nemmeno alle voci che parlano di pressioni per non far dare sconti al Milan.

Fonte | AcMilan