Juve, il debutto di Conte: “Va bene l’entusiasmo, ma attenzione al Parma”

Antonio Conte, tecnico della Juve, nella prima conferenza stampa da allenatore bianconero alla vigilia della sfida contro il Parma


E arrivò il giorno della prima partita ufficiale della Juve 2011/2012, quella condotta dal capitano di mille battaglie Antonio Conte, quella con lo stadio di proprietà, quella che i tifosi bianconeri sperano possa fare meglio degli ultimi due settimi posti: due campionati, quelli scorsi, con molte più ombre che luci, due campionati in cui il Parma ha vinto tre partite su quattro contro la Vecchia Signora. Le ultime tre, tra l’altro. E a Torino ha fatto sei punti. Domani comincia la nuova stagione e ricomincia proprio contro quei ducali che otto mesi fa decretarono l’inizio della fine di Gigi Del Neri; domani come allora sarà l’anticipo dell’ora di pranzo:

“Ok, lo ammetto: c’è grande emozione, è inutile nasconderlo. Giovedì, alla cerimonia inaugurale, ho vissuto momenti molto forti. Questa non è una panchina come le altre, sarò emozionato, ma anche molto molto lucido, questo è chiaro, però questa vigilia non è come tutte le altre. A me piace vivere la partita a bordo campo e sapere che i miei giocatori mi sentono vicino e presente. Certo la sistemazione della panchina nel nuovo stadio sarà un problema: dovrò fare su e giù dalle scale. Eviterò di fare palestra in settimana. Il terzo posto un obbligo? Al di là della posizione in classifica a fine stagione, dobbiamo posare le fondamenta importanti e solide. E pensare al Parma, che negli ultimi tre confronti ha sempre battuto la Juventus, per cui drizziamo bene le antenne”.

E’ un Conte carico, eccitato, un po’ emozionato quello che parla in conferenza stampa. Un Conte disponibile nei confronti dei giornalisti, forieri di domande a cui l’ex senese non si esime dal rispondere:

“C’è da fare un grande lavoro. Iniziamo una stagione nella nostra casa, in questo strepitoso, splendido stadio. Non saprei nemmeno che aggettivo usare. E’ uno stadio che rispecchia la nostra società. Dobbiamo valutare nell’ultimo allenamento di oggi le condizioni dei giocatori. Non so ancora chi giocherà, deciderò dopo aver valutato bene tutte le cose. A livello medico sono tutti a disposizione. Spesso le partite cambiano proprio grazie a chi entra dalla panchina. Il nostro modo di giocare porta ad avere difese stanche dopo 60 minuti e chi entra deve fare la differenza. La squadra è pronta mentalmente e tatticamente. Certo non mi ha fatto piacere avere tre quarti dei miei uomini fuori fino a giovedì. Avrei preferito avere tutti a disposizione per lavorare meglio. Quando farò la formazione terrò conto di chi è entrato meglio nei meccanismi e si è allenato per più tempo. È inevitabile, visto che è stato un mercato difficile. Vidal, Estigarribia ed Elia si sono allenati poco con noi. C’è bisogno di tempo per entrare bene in meccanismi nuovi. Del Piero titolare? Domanda nuova, a nessun allenatore è stata mai fatta questa domanda (ride, n.d.r). Davanti è un bell’enigma. In attacco abbiamo una certa abbondanza”.

E poi c’è Sebastian Giovinco, tre gol nelle ultime due gare contro la sua ex squadra. Un peperino che Conte non ha mai nascosto di apprezzare:

“Non è un mistero che io abbia cercato più volte di allenare Giovinco anche nelle precedenti esperienze. E’ un giocatore che apprezzo molto e lui lo sa. Non lo seguo solo da quest’anno. A Bari cercai di prenderlo quando lui giocava ancora nella Primavera della Juve. Però ci sono delle leggi di mercato da seguire e lui quest’anno doveva restare al Parma. Però il suo cartellino è nostro per metà e questo è un bene. Stavolta lo tratteremo da avversario”.

E allora appuntamento a domani, ore 12.30, allo Juventus Stadium. Che esordio sarà?