Roma, è già crisi? – Luis Enrique: “Ma io sono fiducioso”

Altra sconfitta per la Roma di Luis Enrique, stavolta contro il Cagliari. La panchina di Luis Enrique comincia a traballare

di antonio


E’ una Roma che stenta parecchio quella del nuovo corso di Luis Enrique. Oggi i giallorossi hanno collezionato un altro passo falso, dopo la clamorosa uscita dall’Europa League contro lo Slovan Bratislava, nonostante il gioco che continua a non essere del tutto sgradevole. Ma i capitolini continuano ad essere poco incisivi negli ultimi metri e probabilmente un progetto rivoluzionario come quello che vorrebbe attuare il tecnico spagnolo necessita di molto tempo. A fine partita Luis Enrique, dai microfoni di Sky Sport, mostra comunque un moderato ottimismo:

“Quanto tempo ci serve? Non lo so. Ma rimango ottimista al 100%, perché ho una rosa molto buona e sono sicuro che le cose cambieranno. Oggi abbiamo tenuto molto il pallone, soprattutto nel secondo tempo. Abbiamo creato molto, ma non abbiamo concretizzato. Di chi è la colpa? Mia, senza dubbio. Quando non si segna, è colpa di tutti, anche del portiere. E quando si subisce un gol, è responsabilità di tutti”.

Lo spagnolo ringrazia il pubblico e i giocatori prima di commentare il fallo che ha costato l’espulsione ad Jose Angel:

“Mi dispiace per i giocatori, che si sono impegnati al massimo. Non ho nessun rimprovero particolare da muovere ai giocatori. E mi dispiace per il pubblico che ci ha sostenuto in maniera straordinaria. Abbiamo iniziato un nuovo progetto, abbiamo molta voglia di lavorare. I risultati non arrivano ancora, ma io vedo cose che mi piacciono moltissimo. E’ stato un fallo di frustrazione, avevamo appena preso il gol. Ma questo non era da espulsione…”.

Poi è stato il turno di Daniele De Rossi che si è concentrato sulla bulimia dell’attacco romanista e sul suo rinnovo contrattuale:

“Potevamo fare meglio. L’identità c’è, l’impostazione anche, manca un bel po’ di concretezza. Non arriviamo mai a rete. L’identità è stata creata, ma bisogna che non sia solo bella e capace di tener palla. Bisogna anche saper vincere. I fischi? Io ho sentito anche gli applausi. I tifosi della Roma sono molto appassionati e questo a volte si trasforma in impazienza. Il caldo? Le prime 4-5 partite di campionato non andrebbero giocare alle 15.00. Non ci vuole uno scienziato per capirlo e comunque il caldo c’era anche per il Cagliari, quindi non ci attacchiamo a questo. Non sono venuto per parlarne. Non lo vivo con ansia, è un momento difficile per la squadra ed ora devo pensare a questo”.