Anche Abete risponde ad Agnelli: “Ventinove scudetti? Ero imbarazzato”

Dopo la polemica innescata questa mattina dal Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, anche il presidente della Federazione, Giancarlo Abete, ha detto la sua sulla cerimonia di inaugurazione del nuovo stadio della Juventus, nel corso della quale il club bianconero ha rivendicato come propri anche i due scudetti toltigli dalla giusitizia sportiva in seguito alle


Dopo la polemica innescata questa mattina dal Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, anche il presidente della Federazione, Giancarlo Abete, ha detto la sua sulla cerimonia di inaugurazione del nuovo stadio della Juventus, nel corso della quale il club bianconero ha rivendicato come propri anche i due scudetti toltigli dalla giusitizia sportiva in seguito alle vicende di Calciopoli, rinfocolando così ancora una volta l’odio sportivo nei confronti dell’Inter. Il numero uno della Figc, intervenuto ai microfoni de La Politica nel Pallone su Gr Parlamento, ha replicato così ad Andrea Agnelli:

“E’ importante che i rapporti tra le società e le tifoserie siano di qualità, meglio allora avere come riferimento di una logica dialettica la Federazione. Colgo comunque nelle parole di Agnelli lo spirito propositivo nei confronti dell’Inter mentre la Federazione, dal suo canto, continua a svolgere il suo ruolo che non è quello di organo di giustizia ma di organo normativo, di indirizzo generale e non può invadere aree che non sono di propria competenza. I ventinove scudetti? Ho vissuto la situazione con un po’ di imbarazzo. La comunicazione, tante volte, travalica la dimensione dell’oggettività. A far fede sono i risultati conseguiti sul campo che possono però essere modificati dalla giustizia sportiva e conosciamo tutti la dimensione ufficiale e il numero di scudetti vinti da ogni società. La Juve sta facendo il proprio percorso nelle sedi proprie che sono gli organi di giustizia e la Figc non fa processi, né infligge sanzioni al posto loro”.

Abete ha ribadito poi la terzietà dell’organo da lui presieduto rispetto alle due contendenti:

“La Federazione in questi anni ha cercato e cerca di svolgere un ruolo fortemente istituzionale. Tante volte siamo oggetto di critiche da parte dell’Inter, della Juve e di tanti altri club ma meglio essere destinatari delle critiche, mantenendo un’attenzione salda sulle regole, che essere visti come un soggetto che fa il tifo. La Figc è garante della terzietà di tutti quelli che operano e hanno responsabilità nel mondo della giustizia sportiva e nel mondo arbitrale e non vogliamo tornare indietro, alla logica delle sette sorelle e delle cene che decidevano chi era il designatore. Sono molto sereno e tranquillo per ciò che attiene alla qualità dei comportamenti della Federazione”.

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