Luis Enrique: “Sento fiducia, ma non sono attaccato alla panchina”

Il tecnico spagnolo prima di Inter-Roma: “Se la società non crede in me basta che me lo dica e risolviamo in pochi minuti, ma io sento l’appoggio e c’è un rapporto sincero. Vorrei rimanere qui almeno due anni”

di antonio

Sembra di ascoltare la stessa conferenza stampa, con contenuti simili. Come per Gasperini anche Luis Enrique sente l’appoggio della società e si dice moderatamente soddisfatto per la crescita collettiva della condizione fisica della Roma:

“Dopo una settimana di allenamento credo sia migliorata un po’ la condizione, si vede che è aumentato il livello, sono soddisfatto. L’Inter? Ho già abbastanza problemi con la mia squadra per concentrarmi sull’avversario. Una squadra che non ha iniziato bene il campionato, come noi, io cerco solo di rendere più competitivi possibile noi, sono sicuro che non sarà facile, nell’ultima partita non siamo stati fortunati. Sarà una gara difficile, una squadra di grande livello che due anni fa ha vinto la Champions League, da affrontare nel suo campo”.

Poi tende la mano al suo avversario e anticipa la presenza di Pjanic in campo:

“Gasperini in bilico? In Spagna è uguale. Non c’è pazienza, dipende dai risultati, è un problema che hanno tutti gli allenatori del mondo. Per me Gasperini è un grande allenatore e lo dimostra la sua carriera. Cosa manca alla squadra? Fare un gol in più dell’avversario, già questo sarebbe buono. Pjanic? Io faccio la mia scelta sempre nello stesso modo. Una volta ho bisogno di vedere la fama di vincere in allenamento, a volte vedo in tv che uno è un giocatore di grande livello. Questa è la mia filosofia. Cerco di mettere l’11 che io considero il migliore. Tutto qui”.

Lo spagnolo afferma di non essere attaccato alla poltrona (in questo caso alla panchina) e loda Totti per la cena organizzata con tutta la squadra:

“Credo sia importante, quando c’è un progetto questo sentimento di fiducia, la sento questa fiducia. La settimana scorsa ho ringraziato i dirigenti per questa fiducia che mi è stata dimostrata. Anche i giocatori stanno capendo che c’è una società alle spalle che mi sta sostenendo. Ho un rapporto sincero con questa società, se la società crede che non sono la persona adeguata basta che me lo dica, non sono attaccato alla sedia, so come va il calcio. Sono contento di questa esperienza e vorrei restare almeno due anni fino alla scadenza del contratto, ma so che dipende dai risultati. La cena? Per me è perfetto, i giocatori hanno organizzato, hanno parlato delle loro cose, fantastico. Quanto più sono uniti come squadra e meglio è. Il calcio è uno sport di squadra, mi sembra sia stato Francesco, il capitano, ad organizzare tutto, perfetto”.

Luis Enrique non cambierà la sua filosofia di gioco:

“Tre attaccanti come minimo, in qualche partita potremo vederne anche di più. Mi piace giocare all’attacco per questo mi piacciono giocatori che sanno fare gol. Dico agli attaccanti che sono fortunati ad avere un allenatore come me, piuttosto che uno che ne schiera uno o due. Abbiamo creato già diverse occasioni, per il momento non le abbiamo sfruttate”.