Calciopoli: Lotito pronto a chiedere i danni

Il presidente della Lazio va all’attacco e minaccia di chiedere i danni dopo le sentenze del processo di Napoli


In attesa della misteriosa telefonata, che a detta di Luciano Moggi potrebbe cambiare tutte le carte in tavola nel processo Calciopoli in corso a Napoli, anche il presidente della Lazio, Claudio Lotito, come già il collega bianconero Andrea Agnelli, minaccia azioni legali davanti alla magistratura ordinaria per ottenere un risarcimento danni nel caso in cui dovessero emergere responsabilità da parte di altri club non puniti come successo invece ai biancocelesti nel processo sportivo tenutosi nell’estate di cinque anni fa.

In particolare il patron capitolino fa riferimento alla nuova intercettazione venuta alla luce ieri, con protagonisti i rivali della Roma, nella quale si potevano ascoltare un manager giallorosso e un dirigente federale organizzare un pranzo conviviale in un momento in cui il club giallorosso rischiava la serie B, proprio lo stesso tipo di accusa sulla base della quale Lazio e Fiorentina furono pesantemente penalizzate in classifica. Queste le sue dichiarazioni, rilasciate all’emittente radiofonica Radiosei:

“La Lazio aspetta le sentenze del processo di Napoli e qualora si arrivasse a una sentenza assolutoria, come ci aspettiamo, inizierebbe la nostra battaglia per ottenere risarcimenti. Ad Auricchio abbiamo già chiesto molti chiarimenti in passato sul perché di certe scelte su telefonate evidenziate piuttosto che non considerate. Noi aspettiamo il verdetto di Napoli per poi muoverci di conseguenza. Il pm, si sa, non risponde dei danni ma a livello di Federcalcio quanto meno c’è da mettere le mani sul processo sportivo che si sta rivelando una grande ingiustizia. Se qualcuno ha sbagliato per leggerezza, chiederemo anche il risarcimento del danno. Bisogna capire chi ha sbagliato e perché. In tempi non sospetti, quando la Roma si costituì parte civile, rimasi a bocca aperta. Mi aspettavo più pudore. Ora leggo conversazioni che non possono essere gravi solo per alcuni club che hanno pagato e invece un semplice malcostume generale se fatte da altre società. Eravamo convinti che la posizione della Lazio fosse diversa già in partenza: Lotito non andava a cena con arbitri né cercava benevolenze in alto”.

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