Campi Flegrei-linea 2: benvenuti nel terreno dei miracoli

Nella vita di ognuno di noi ci sono posti, luoghi o avvenimenti che per forza di cose segneranno la nostra esistenza tramutandosi in ricordi indelebili.

Non è importante il motivo per cui questo accade ne tantomeno è importante che l’esperienza in questione si sia conclusa o meno con un lieto fine.
La maggior parte delle volte l’importante è semplicemente essere là.

Calcisticamente parlando, i luoghi magici in Italia sono tanti, e tra questi non può non essere ricordato come tale lo stadio San Paolo di Napoli.

Per apprezzare alcune cose non c’è bisogno di essere innamorati della città di Napoli, basta semplicemente conoscerla, nei suoi pregi, nei suoi difetti e nelle sue innumerevoli contraddizioni.
Chi conosce questa città e nel contempo ama il calcio, non può non rendersi conto che lo Stadio San Paolo la rappresenta pienamente in ogni sua spigolatura.

Quel luogo è in grado di mostrare a seconda dei casi, tutti i lati e le caratteristiche della città di Napoli.
Nell’obsoleto impianto di Fuorigrotta, nello stesso giorno puoi vedere la rabbia, i colori, il cuore, l’anima, la violenza e la voglia di rivalsa di una città unica al mondo.
La testimonianza di tutto ciò, la si è avuta, ancora una volta nella serata di lunedì, quando la “vecchia signora” che non cedeva un punto dalla prima di campionato, ha dovuto frenare la sua corsa perché si è trovata di fronte 70.000 cuori che non si arrendono mai.

Trattasi di un miracolo?
Forse si, perché chi ha visto il Napoli delle ultime giornate sa che una squadra del genere non può far risultato contro la Juventus.
Forse no, perché chi conosce il calcio sa che su quel terreno di gioco può succedere di tutto nel bene o nel male.
Così può accadere che arrivi il Bologna e vinca passeggiando per 5-1 (campionato 2000-01) o che arrivi il Milan degli imbattibili, allenato da Fabio Capello, e Paolo Di Canio faccia ballare la samba a Baresi e Maldini per poi infilare Rossi con un tiro da posizione angolatissima (campionato 1993-94).

Quindi di miracolo non si può parlare, ma si può parlare di genio e sregolatezza, che da sempre contraddistinguono la gente di quei luoghi che sa di essere grande, ma che non sa di essere così incosciente da non capire in pieno ciò che la circonda.
Il gol di Bogliacino, oggi più che mai, non vale solo un punto in un banale campionato di serie B.

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