Reja resta ma è poco convinto: “Mi sento a disagio”

L’allenatore si piega senza entusiasmo al diktat del proprio presidente e chiede una tregua ai tifosi


Il tecnico della Lazio, Edy Reja, prendendo atto della decisione del patron Claudio Lotito di respingere le sue dimissioni rassegnate ieri, ha iniziato a preparare la trasferta di Cesena, nella quale la sua squadra dovrà fare di tutto per riscattare le deludenti prestazioni collezionate nell’ultima settimana tra Europa League e campionato. L’allenatore dei capitolini ha così commentato la situazione:

“Non serve fare il punto. È inutile ribadire quello che è successo. Lo sapete. Ho avuto confronto con presidente e squadra, abbiamo chiarito e ho deciso di proseguire la mia avventura alla Lazio. Sapete il disagio che ho a lavorare in un ambiente come questo. Il quadro è buono, ma la cornice è marcia. Io non devo soltanto vincere, ma devo stravincere. Ho avuto il conforto del presidente e una valutazione positiva della squadra: continuiamo questa strada possibilmente sino alla fine del campionato se arrivano i risultati”.

Il tecnico biancoceleste ha lanciato poi un appello alla tifoseria, da sempre scettica per la scelta del presidente Lotito di affidargli la panchina della loro squadra, commentando poi ancora una volta la cessione del beniamino della curva Mauro Zarate all’Inter:

“Ai tifosi chiedo di stare vicini alla squadra perchè ne ha bisogno. Avevo parlato con i tifosi a Fiuggi e avevo ricevuto una promessa, ci eravamo detti: deponiamo l’ascia di guerra. Se ci sono problematiche sono il primo a fare mea culpa e a prendere le mie decisioni. Per il mio modo di comportarmi non ho avuto mai incontri con capi tifoseria, non cerco consensi, sono un lavoratore di campo. Non sono una persona che attrae simpatie e questo mi può anche nuocere. La cessione di Zarate ha inasprito i rapporti con la tifoseria? Ha creato sicuramente malcontento, ma lo sapevamo. Sono convinto che farà bene altrove, perchè ha stimoli diversi”.


L’allenatore goriziano ha concluso infine:

“Un allenatore è criticabile, è giusto. Però sono vaccinato ed esperto per andare avanti, anche con i tappi nelle orecchie. Con il consenso del gruppo. C’è già una valutazione nei miei confronti da parte del pubblico e di parte della stampa che non hanno considerazione del sottoscritto. Devo conviverli e andare avanti.”.