Inter - La conferenza stampa di Claudio Ranieri (Video)


Bella grinta Claudio Ranieri, d'altra parte il tecnico testaccino ne ha viste (e non poche) in vita sua: certo, questa volta è andato contro a tutto e a tutti, accettare la panchina di una squadra, l'Inter, con la quale ha battagliato senza esclusioni di colpi nelle scorse 3-4 stagioni. Ma d'altra parte non fecero lo stesso allenatori come Trapattoni, Capello e Lippi (per non parlare del recentissimo pseudo allenatore Leonardo)? Ranieri è un professionista, con un unico obiettivo: risollevare le sorti di una squadra che è in completa crisi d'identità, piena di giocatori che (almeno con Gasperini) girano a vuoto, con una dirigenza che dal tradimento di Leonardo in poi ne ha azzeccate poche, per non dire nessuna.

Così oggi è stato il suo giorno; dopo aver preso confidenza con nuove casacche e con l'aria di Appiano Gentile, Ranieri si è concesso ai giornalisti per la conferenza stampa di presentazione. Domenica c'è il Bologna al Dall'Ara, sfida da bollino giallo (per la trasferta in sé e per la buona prova dei felsinei contro la Juve) in cui non potranno esserci Ranocchia (squalificato) e Sneijder (acciaccato); non è questo il problema, se si lavora sulla testa di ogni singolo giocatore:

"Vincere all'Inter sarebbe l'inizio di un nuovo percorso, una cosa splendida. Un anno e mezzo fa questi ragazzi erano campioni e lo sono ancora. Non credo che i giocatori dell'Inter siano usurati né finiti. Credo molto nella loro forza e nella loro voglia di reagire. A loro ho chiesto di lottare, dal primo all'ultimo secondo. Chi è che non scivola nella vita? Voglio vedere quel gruppo compatto e coeso che affrontavo da rivale. I risultati delle altre squadre ci stanno aiutando, ora sta a noi risalire in fretta".

Preferibilmente cercando di controllare le emozioni e mettendo da parti le vecchie acredini col dio della Pinetina, al secolo José Mourinho:

"Faccio questo mestiere proprio per le emozioni che ti dà. Sono molto felice e orgoglioso di essere qui. Da dove ripartiamo? Se sono stato chiamato è perché ci sono stati dei problemi, la sfortuna, gli infortuni. Il cambio d'allenatore dispiace sempre, ma fa parte del nostro lavoro. La cosa più importante a questo punto è l'autostima e fare punti. Ognuno di noi ha un karma: a me piace lavorare tantissimo. Mou? Non voglio cancellare nulla del passato, nella storia dell'Inter sono indelebili Herrera e Mourinho. Eravamo nemici per i media, è vero, ma Josè l'ho sempre stimato e ci siamo sempre salutati con rispetto".

E allora sotto col Bologna:

"Wesley aveva già qualche problema, gli dicevo di fare piano, ma è un generoso e ha sentito un dolore. Non voglio rischiarlo sabato, preferisco averlo a disposizione per la trasferta di Mosca. Milito al suo posto? Non sono schiavo di un sistema di gioco, con Pazzini sono compatibili, l'argentino addirittura si muove di più. Ma l'importante, adesso, è vincere".

Tinkerman colpisce ancora. Qui sotto il video integrale della conferenza stampa di presentazione di Ranieri all'Inter.

  • shares
  • Mail
6 commenti Aggiorna
Ordina: