Moggi all’ Inter: l’ha visto Brambati..

Molti di voi, specie i più giovani, si chiederanno: “Ma chi cavolo è Brambati? “. Domanda più che legittima. Massimo Brambati era uno di quei difensori alla Pasquale Bruno, che si attaccavano all’attaccante per tutti i 90 minuti, che tanto andavano di moda nel nostro calcio a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. Torino

Molti di voi, specie i più giovani, si chiederanno: “Ma chi cavolo è Brambati? “. Domanda più che legittima.
Massimo Brambati era uno di quei difensori alla Pasquale Bruno, che si attaccavano all’attaccante per tutti i 90 minuti, che tanto andavano di moda nel nostro calcio a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. Torino e Bari furono le tappe di maggior prestigio di una carriera che poteva diventare di ben altro spessore se, pochi giorni prima del suo trasferimento alla Roma, non fosse stato ospite del Maurizio Costanzo Show facendo le imitazioni di alcuni personaggi del mondo della politica e del calcio che non la presero bene. Erano altri tempi.
Terminata la sua carriera da calciatore, fu chiamato da Luciano Moggi ad occupare il ruolo di osservatore della Juventus per 4 anni, dal 1999 al 2003, anno in cui venne allontanato bruscamente da Torino e venne “raccolto” da Alessandro Moggi nella GEA come suo assistente, telefonista e procuratore.
E’ ospite fisso delle trasmissioni calcistiche del network televisivo Italia7Gold e martedì sera se ne è uscito per la prima volta con la seguente affermazione: ” Intorno al 2000, mi venne fatto osservare un contratto su carta intestata dell’ F.C.Internazionale con timbro e firma. Cosa c’era scritto sul contratto? Era il contratto proposto dalla società nerazzurra a Luciano Moggi, il quale disse a quattro di noi collaboratori della società bianconera che ci avrebbe portato con sè a Milano. Non ricordo se la firma fosse di Moratti, so solo che c’erano timbro e firma, non credo che Moggi sia stato addirittura capace di falsificarle…”.
Di questo contratto tutti ne parlano ma nessuno lo mostra, nemmeno l’ex direttore generale juventino, l’ unico che ne avrebbe da guadagnarci. Quindi se non lo fa è perchè questa è una delle tante boutade del suo infinito repertorio.
Per anni si discusse della necessità di un Moggi all’ Inter per mettere in riga un ambiente poco coeso e poco avvezzo alla disciplina. Credo anche che Massimo Moratti ci abbia seriamente pensato, ma non abbia mai concluso l’ accordo per la profonda diversità, nel bene e nel male, nel modus operandi.
A posteriori probabilmente è stata la scelta più azzeccata di tutta la sua gestione.