Calciatori sempre più poveri?

Paradosso? Provocazione? Forse si! Ma è un dato di fatto che la crisi economica che colpisce l’Italia da diversi anni abbia portato ad un calo degli introiti provenienti dal mondo del calcio costituiti dai biglietti venduti allo stadio, diritti tv (che rimangono comunque la fetta più importante della torta), totogol, schedina e via dicendo. Per



Paradosso? Provocazione? Forse si! Ma è un dato di fatto che la crisi economica che colpisce l’Italia da diversi anni abbia portato ad un calo degli introiti provenienti dal mondo del calcio costituiti dai biglietti venduti allo stadio, diritti tv (che rimangono comunque la fetta più importante della torta), totogol, schedina e via dicendo.
Per sanare i bilanci “malati” della maggior parte delle società, la soluzione più semplice è stata quella di tagliare gli stipendi dei calciatori. Secondo alcune indagini effettuate dall’Ufficio Studi della Lega Calcio lo stipendio medio di un calciatore di serie A è di poco inferiore al milione di euro, mentre quello di uno di B si attesta attorno ai duecentomila.

Bazzecole, quisquilie, pinzellacchere avrebbe detto qualcuno. E pensare che fino a un anno fa il più ricco degli italiani era un certo Christian Vieri con una retrinuzione comprensiva di sponsor e diritti d’immagine pari a 12 milioni di euro. A seguire il capitano bianconero Alex Del Piero con 9 milioni e mezzo ed il giallorosso Francesco Totti con 7 milioni e 400 mila euro.
Ora il buon Bobo scalda i seggiolini della tribuna vip di Bergamo per molto, molto meno preoccupandosi più di sottoscrivere una pensione integrativa per la “vecchiaia” che di allenarsi in vista degli impegni di campionato. Dalle stelle alle stalle. Ma forse è giusto così. Sarà retorica, ma intanto molti di noi domani si sveglieranno all’alba per un migliaio di euro al mese…