Ranieri: “Siamo una potenza, possiamo vincere anche in Europa”

Claudio Ranieri presenta la sfida di Champions League contro il Csk Mosca

di antonio


Per Claudio Ranieri è subito Champions League. Il tecnico romano si appresta ad esordire da interista nella massima competizione europea dopo la vittoria di Bologna. “Quella di domani sarà una partita difficile, impegnativa perchè difficili lo sono tutte le squadre russe. Cercheremo di non fare errori e poi portare il Cska a farne“, dice il tecnico romano nella sala stampa dello stadio Lužniki di Mosca. Ranieri afferma di non voler preparare la partita in funzione degli avversari:

“Non è mia abitudine fare i nomi degli avversari, perchè dovrei essere io a evidenziarli e non mi sembra il caso. Diciamo che il complesso è forte, il Cska è una squadra sta cercando di vincere il campionato, in salute e che crede in quello che fa. Per questo motivo, massimo rispetto per tutti i giocatori del Cska. Non è comunque un’abitudine quella di andare a guardare le partite giocate negli anni passati (ndr.: due i precedenti per i nerazzurri) perchè è sempre importante il tempo nel quale si gioca, il fattore fisico e psicologico, può essere cambiata l’Inter, può essere cambiato il Cska. Ogni partita è diversa a modo suo e io preparato quella di domani”.

E’ già cambiata l’Inter con il suo avvento?

“Ho cercato di mettere in campo la squadra per come era ed è abituata a giocare, non posso fare altro in questa prima fase. Solo due allenamenti prima di Bologna, quindi non si possono fare grandi lavori tattici; e io poi sono un allenatore che parla poco e preferisce i fatti. Inoltre, su tutto questo periodo, pesano anche gli infortuni, quindi quello che sto cercando di fare è rimettere nelle loro posizioni i campioni e di conoscere i più giovani. Si può vincere anche in Europa? Certo, l’Inter è una potenza e può vincere sempre. Abbiamo fatto un passo falso (ndr.: riferimento alla sconfitta casalinga nella prima giornata) e, come ha detto, il mio capitano possiamo riprenderci, la strada è ancora lunga”.

E gli infortuni?

“So che devo giocare ogni tre giorni e non vado a pensare se sarebbe stato meglio giocare adesso o non giocare adesso questa partita. Certo, avrebbe fatto comodo recuperare ad esempio Maicon o Sneijder o Stankovic, ma la partita è adesso, questo è l’ostacolo e a me piace così. Mi piace la sfida, mi piace combattere con l’avversario e, se è stato bravo più di me, fargli i complimenti alla fine”.

Il 4-4-2 è il sistema più tranquillo e che permette di correre meno rischi?

“Quando affronto una squadra vedo sempre due cose: la forza della mia squadra e quella dell’avversario, dove è più meno bravo l’avversario cerco sempre di creare dei problemi. Domani, non avrò Forlan come accaduto a Bologna, quindi dovrò rivedere un po’ tutto. Obi? Ha preso un colpo, nulla a che vedere con il suo vecchio problema. Giampaolo Pazzini-Diego Milito insieme? Sono due ottimi giocatori e domani potrebbero giocare dall’inizio. Non è che non voglia dare la formazione, ma sono interrogativi alle quali non ho ancora risposto, per abitudine lo faccio sempre la sera dopo l’ultimo allenamento”.

Fonte inter.it

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