Trentadue anni e non sentirli

Così comincia l’intervista che ieri Alex Del Piero ha rilasciato a Juve Channel in occasione del suo 32esimo compleanno. Ieri, nove novembre, il capitano bianconero è stato molto festeggiato in casa Juventus, una festa che tutti i tifosi hanno potuto godersi incollati alla nuova emittente televisiva dedicata alla Vecchia Signora dato che Alex prima s’è

Così comincia l’intervista che ieri Alex Del Piero ha rilasciato a Juve Channel in occasione del suo 32esimo compleanno. Ieri, nove novembre, il capitano bianconero è stato molto festeggiato in casa Juventus, una festa che tutti i tifosi hanno potuto godersi incollati alla nuova emittente televisiva dedicata alla Vecchia Signora dato che Alex prima s’è concesso alle domande di Paolo Rossi (non il Pablito pallone d’oro) e poi ai giornalisti in una succosa conferenza stampa. Il tutto intramezzato da immagini ritraenti il fuoriclasse nei momenti più importanti della sua carriera.
Lettere di tifose, disegni di bambini e domande inusuali per lui. Il campione di San Vendemmiano ha detto di essere molto felice in questo momento, di trovarsi in un buono stato di forma e che sente di poter dare ancora molto al calcio e alla Juve; s’è parlato di Bucci, il portiere più battuto (ben 11 volte), ma anche di Toldo, egualmente battuto tante volte e contro il quale ha realizzato il gol che lo stesso Alex definisce uno dei più belli. “Se ti immagini attore, in che ruolo ti vedi? “ gli viene chiesto e lui risponde sicuro: “In quello del protagonista, senza dubbio; credo sia stato sempre il mio ruolo, anche nel calcio”.

Dopo un po’ Del Piero è di nuovo davanti ai microfoni, incalzato dalle domande dei giornalisti, categoria che spesso ha sparato a zero sul numero 10 bianconero. Cosa sarebbe piaciuto fare ad Alex se non fosse stato calciatore? “Camionista, cuoco o elettricista, ma anche la rockstar” ha sentenziato aggiungendo che apprezza anche altri sport. Le domande più pertinenti però riguardano il suo passato: ha dichiarato che dopo la Champions vinta fu vicino al Newcastle, e anche dopo la sua crisi post-infortunio un suo trasferimento altrove fu valutato per il bene suo e della società. Ha parlato dei due allenatori più importanti per lui e cioè Lippi, col quale è esploso e ha vinto quasi tutto, e Ancelotti, che lo aspettò e credette fermamente in lui. Inevitabile poi l’opinione sulla vicenda che ha investito la Juve quest’estate: “Quanto accaduto ha lasciato tutti a bocca aperta e ha scatenato in me le più diverse emozioni, ma la decisione di rimanere ha fatto la differenza. Sapevo che ci sarebbe stato il rischio di giocare in B, ai tempi addirittura dicevano in C, ma per me era importante rimanere qui e sono lieto di averlo fatto“. E poi ancora la nazionale e la possibilità di scivolare ancora una volta sulla sinistra, il futuro che ancora è lontano e non vuole saperlo, la sua voglia di essere sempre protagonista.

Auguri, dunque, capitano. Fai vedere a chi continua imperterrito a criticarti cosa sei capace di regalare ancora alla Juve e a tutti gli amanti del calcio. A loro ma anche a noi, che ti amiamo.