Rodomonti si difende dopo la pubblicazione della nuova intercettazione: “Nessun favoritismo all’Inter”

L’ex arbitro Rodomonti, attualmente presidente della Commissione Regionale Arbitri dell’Abruzzo, si difende dopo l’intercettazione bomba con Bergamo


L’ex arbitro di Serie A Pasquale Rodomonti, attualmente presidente della Commissione Regionale Arbitri dell’Abruzzo, è stato contattato da Quotidiano.net poco dopo la pubblicazione della “nuova” intercettazione bomba scovata dalla difesa di Luciano Moggi. Nella telefonata in questione Paolo Bergamo, designatore arbitrale, chiama Rodomonti tre ore prima di Inter – Juventus del 28 Novembre 2004 raccomandandosi, “nel dubbio“, di aver un occhio di riguardo per chi “è dietro (in classifica ndr.)“, cioè è l’Inter. Rodomonti risponde all’appello del suo superiore dandogli la sua “parola d’onore“. Ora a 7 anni da quella partita, Rodomonti prova a ridimensionare il contenuto di questa intercettazione:

“Ho letto, certo che ho letto. Ero sereno prima e sono sereno adesso. Nessuno, ripeto nessuno, si è mai permesso di chiedermi di far vincere questa o quella squadra. Volete dirmi cosa emerge di tanto grave in quella telefonata? Sono le stesse cose che Carraro aveva detto in una precedente telefonata allo stesso Bergamo. E’ un capo che si raccomanda con un altro capo il quale a sua volta si raccomanda con me. Anche io, da capo degli arbitri abruzzesi, mi raccomando sempre con i miei ragazzi: cercate di non fare errori e di essere sereni nella valutazione di episodi dubbi…Io pensavo solo ad arbitrare ma la verità è un’altra: quale mio collega direttore di gara era sereno nell’arbitrare la Juventus? Fui ricusato proprio da quella squadra, per anni non l’ho diretta. Però mi ricordo bene che alla fine di quella partita Pairetto e Rosetti dissero che avevo diretto bene. E anche Collina fu d’accordo”.”.

E’ arrivato anche il commento sull’episodio incriminato; la mancata espulsione di Toldo per chiara occasione da gol:

“Commentando l’episodio con calma dopo aver rivisto le immagini disse che lui (Collina ndr.) avrebbe dato il “rosso”, ma questo è un altro discorso. Io di quella partita ricordo solo giudizi positivi, finì 2-2 e nessuno ebbe da lamentarsi. Sono stufo che adesso qualcuno voglia gettare fango sulla mia persona”.

Adesso Rodomonti ce l’ha con Moggi che secondo lui non ha perso un’occasione per attaccarlo. Già un paio d’anni fa l’ex direttore generale della Juventus chiamò in causa l’arbitro di Teramo, accusato di far parte della cupola, perché in un’altra telefonata tra lo stesso Rodomonti e Leonardo Meani, addetto agli arbitri del Milan, avvenuta dopo una partita dei rossoneri contro il Brescia vinta 1-0 su calcio di rigore, Meani si congratulò con Rodomonti facendo anche una “battuta” piuttosto equivoca (il rigore era giusto, vedrai che il presidente (Berlusconi, ndr) ti fa fare i capelli (il trapianto, ndr) da trentamila in Svizzera):

“Già, me lo chiedo pure io. Perché Moggi attacca solo me? Prima si diceva che facevo parte del “sistema”, ora si sostiene che dovevo far perdere la Juventus. La verità è che per anni sono stato messo in mezzo da gentaglia per vicende politiche che riguardavano solo loro, ma io ho sempre fatto il mio meglio. Scusate, oltre a dire sempre “darò il massimo” cos’altro avrei dovuto rispondere… io sono tranquillissimo. Quell’anno arbitrai le partite più insidiose, da Inter-Juve a Juve-Brescia a Milan-Brescia. Feci solo un errore, meglio, lo fece il mio assistente: non convalidai una rete di Di Michele in Juventus-Udinese. Mi fu segnalato fuorigioco, ma per cinque centimetri la posizione del giocatore era buona. Ma la Juve vinceva già 2-0 eppure successe il finimondo… Tutto assurdo, io sono una persona pulita e non temo nulla”.