50.000 spettatori in Coppa Italia

Coppa Italia 1992-93: la Roma viene sconfitta dal Torino di Emiliano Mondonico al “Delle Alpi” per tre 3-0 ma per la gara di ritorno potrà contare su 80.000 spettatori per ribaltare il risultato. Finì 5-2. La Coppa la vinse il Torino e sul finire i giallorossi colpirono un palo. Coppa Italia 1996-97: al San Paolo

Coppa Italia 1992-93: la Roma viene sconfitta dal Torino di Emiliano Mondonico al “Delle Alpi” per tre 3-0 ma per la gara di ritorno potrà contare su 80.000 spettatori per ribaltare il risultato.
Finì 5-2. La Coppa la vinse il Torino e sul finire i giallorossi colpirono un palo.
Coppa Italia 1996-97: al San Paolo davanti ad 80.000 spettatori (come ai tempi di Maratona) il Napoli di Simoni ospita l’Inter per il ritorno delle semifinali.
L’andata al Meazza era terminata 1-1 e il ritorno termina con lo stesso risultato.
Decidono i calci di rigore. Vince il Napoli e la polveriera di Fuorigrotta esplode come ai vecchi tempi.

Coppa Italia 2006/07: ottavi di finale sommando gli spettatori delle otto gare disputate non si arriva a 50.000.
É triste, anzi, è angosciante perchè una manifestazione del genere meritava di essere seguita.
Oggi le squadre mettono in campo le seconde e terze linee.
Sono anni che questa competizione è in declino, ma così in basso non si era mai arrivati.
In Inghilterra i biglietti per le gare di F.A. Cup sono esauriti con settimane di anticipo, mentre da noi la gente non va allo stadio neppure sotto minaccia armata.
Le cause sono molteplici e questa manifestazione è sottomessa in modo completo alle altre, sia perchè non circola abbastanza denaro, sia perchè non esiste più la Coppa delle Coppe ma, soprattutto, perchè manchiamo di cultura sportiva e le parole “Non ti lasceremo mai”, cantate dai tifosi in curva restano tali, e non si traducono in fatti.
La cosa paradossale è che in Coppa Italia può bastare una semifinale per accedere alle Coppe Europee, e questo dovrebbe far gola a tutte quelle formazioni che militano nelle zone medio basse della classifica e che l’Europa l’hanno vista solo da turisti o disegnata sugli Euro.
Invece no.
La Reggina sceglie di giocare all’ora di pranzo. A Messina sembra una partita a porte chiuse. A Napoli qualcuno c’è ma ci si aspettava molto di più; occorrerà inventarsi qualcosa, magari abbinare alla Coppa Italia un posto in Champions o prevedere un montepremi altissimo.
Le soluzioni possibili sarebbero tante.
Per il momento la gente resta a casa a guardare l’Isola dei famosi.

Via| Gazzetta dello sport

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