Povero Diavolo

Christian Brocchi esulta



"..che pena mi fa..." amava recitare Riccardo Cocciante in uno dei suoi maggiori successi musicali. E fà prorpio pena questo Diavolo deleritto, falcidiato dagli infortuni (anche ieri, Dida in campo con antidolorifici perché, giustamente, non c'é fiducia in Kalac) e con il dio del Pallone che gli ha voltato le spalle (ancora due traverse, le ennesime, un possibile rigore e due errori difensivi pagati con il sangue). In più, l'impotenza evidente nel tentativo di rimonta sullo 0-1, quando i rossoneri hanno profuso uno sforzo encomiabile, con una generosità da applausi (e infatti la curva applaudiva) che però non ha prodotto nulla di concreto. Il sogno di tornare ad essere il Milan si é infrantodue volte sulla traversa, come detto e in un paio di occasioni, sui guanti del portiere avversario.

Finalmente, nella ripresa, arrivava il goal della liberazione. Ma il fatto che a realizzarlo fosse stato un gregario (grande Brocchi), non aiutava a dissipare le nubi di un cielo nefasto. Ed ecco che arrivava il palo di Totti a far tornar le streghe.

Ancora qualche tentativo rossonero, poco convinto, e poi il baratro: ancora un errore in fase difensiva, ancora una manovra perfetta degli avversari (con tanto di "rabona" di Aquilani), ancora Totti, ancora goal. Dopo 20 anni di vacche magre, la formazione giallorossa torna ad espugnare la Milano rossonera, senza rubare assolutamente nulla. Segno di una stagione da protagonisti per i capitolini e segno di una stagione non da dimenticare ma da salvare in qualche modo per il Milan, giunto alla terza sconfitta consecutiva, la quarta nelle ultime cinque giornate di campionato, dove non vince ormai da otto turni. E la classifica comincia a far paura.

Povero Diavolo, che pena mi fa.

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