Il guardalinee Copelli designato per Juve – Milan; per Meani era “un nostro uomo”

Tanta Rabbia dei tifosi della Juventus che hanno visto designarsi Cristiano Copelli, guardalinee molto vicino ai rossoneri durante Calciopoli, come assistente di Juventus – Milan

Domenica sera si gioca Juventus – Milan ed il designatore unico Stefano Braschi ha deciso di affidare la partita alla terna composta da Rizzoli, arbitro, Niccolai e Copelli, guardalinee con Tagliavento nel ruolo di quarto uomo. Quest’ultimo è reduce dall’arbitraggio del Napoli – Milan 3-1 nel quale non concesse un calcio di rigore per mani di Cannavaro ai rossoneri, ma è un altro il nome che spicca tra i quattro: quello di Cristiano Copelli. L’assistente di Mantova, che nella vita fa l’assicuratore, è più volte presente nelle informative dei Carabinieri per Calciopoli per il suo “filo diretto” tenuto con Leonardo Meani ai tempi ‘addetto agli arbitri’ del Milan.

I due si sono sentiti con frequenza al telefono in quegli anni, con Copelli che in più di un’occasione ha ringraziato “l’amico” Leonardo per averlo fatto designare in occasione delle partite del Milan come potrete ascoltare nell’intercettazione presente nel video in testa al post. Nessuna calunnia, è lo stesso Copelli a confermare i rapporti fra lui e il Milan in un interrogatorio reso a Francesco Saverio Borrelli nell’estate del 2006:

…Se un assistente avesse voluto arbitrare un incontro del Milan non si doveva rivolgere ai designatori, ma a Meani. Io e Puglisi eravamo graditi al Milan, era evidente che contro il Chievo le designazioni erano volute dalla società rossonera…

Andiamo un po’ a vedere quali erano i rapporti fra il guardalinee e il dirigente rossonero con qualche esempio. Per Copelli Meani era un punto di riferimento, qualcuno da cui ottenere protezione mediatica (e non solo). Un caso? Dopo la partita Sampdoria – Palermo 1-0 del 16 Aprile 2005: i blucerchiati beneficiarono di un suo errore, fu lui a segnalare all’arbitro Rodomonti un presunto fallo di mano in area di Fabio Grosso. Due giorni dopo l’allora direttore sportivo del Palermo, Rino Foschi, ospite negli studi di Sky, sparò a zero contro Copelli con il quale aveva discusso anche dopo il fischio finale. In questa telefonata Meani rassicura l’assistente mantovano promettendogli un intervento tempestivo: “Allora sai cosa faccio ora, chiamo Braida che è suo amico, e gli dico: senti, dì a Foschi di piantarla!“. Semplice preoccupazione per un amico di vecchia data? Forse, ma non solo.


Nel prosieguo della telefonata Copelli è preoccupato anche per la punizione che potrebbe ricevere da Paolo Bergamo, ma Meani lo rassicura:

Tu stai tranquillo che ci penso io, appena passa la partita questa qua con il Chievo mercoledì, io parlo con Galliani, e Galliani lo sa, e gli dico: guardi questo qui è un nostro uomo, quel pirla del Palermo…

Copelli ribatte:

No, Leo, sì… ma al di là del ‘no­stro uomo’ che ci mancherebbe, il problema è che io credo di essere una persona che può sbagliare, ma che può anche valere, ho dimostrato di saper fare delle cose anche giu­ste, no? Ho parlato con Pierluigi…

Subito Meani si attiva per andare in soccorso all’amico ed il giorno dopo chiama Manfredi Martino, segretario della CAN, per capire che aria tira. Martino lo informa che Bergamo è furioso per gli errori del guardalinee lombardo e Meani ha subito pronta la soluzione per placare le ire di Bergamo: “Gli dico che Galliani non vuole che Copelli venga punito perché è un ragazzo bravo, capace“.

Incredibile ma vero, il signor Copelli continua a fare l’assistente in Serie A, è ancora un’internazionale, ha fatto i mondiali 2006 e viene ancora designato per le partite del Milan. Non vogliamo sicuramente azzardare giudizi di merito, non siamo giudici ed i processi vanno fatti nei tribunali, ma non è un azzardo sostenere che la sua designazione per Juve – Milan sia inopportuna. Non bisogna dimenticare che molti suoi colleghi dell’epoca sono stati espulsi dal sistema per molto meno, anche solo in base ad un “sentito dire”. Che ci fa ancora Copelli in campo?

Questa la trascrizione completa della Telefonata del 19 Aprile 2005 tra Copelli e Meani:

Copelli: Leo? Ti disturbo? Hai due minuti da dedicarmi?

Meani: Certo, dimmi

C: No, adesso mi sono rotto il cazzo, sai che non ho mai detto o fatto nien­te, perché ho sempre voluto andare avanti con le mi armi. Ma adesso ba­sta… ieri sera ho visto la trasmissio­ne Sky e c’era Foschi, c’era anche Franco Ordine, De Biasi, l’altro che non mi ricordo che c’è sempre… Sconcerti. Adesso Foschi ha girato…

M: Sì! Ha girato tutto!

C: Ha girato tutto come attacco per­sonale a me, tutto quanto. Io ho chie­sto scusa, io ho sbagliato, la manife­stazione non è stata corretta, chiedo scusa, però questo assistente dopo un errore del genere è inqualificabile, è una persona che non deve prende­re più in mano la bandierina. Andate­vi a prendere tutti gli articoli sono an­ni che ne ha combinato a non finire. Al che Bonan è intervenuto e ha det­to: guardi Foschi, che Copelli è uno degli assistenti internazionali ed è uno che…

M: E’ candidato ad andare ai Mon­diali

C: No, ha detto: uno dei più bravi. Al­lora Foschi ha detto: no, guardi non ha capito, questo non deve più pren­dere in mano una bandierina, non deve più uscire su un campo di cal­cio, è uno dei mali delle partite di cal­cio. E’ intervenuto De Biasi… …. e Fo­schi ha ribattuto: no Gianni, ti cono­sco da tanto tempo, ma non hai ca­pito questo assistente non deve più uscire. E allora no! Non ci sto…

M: Allora sai cosa faccio ora, chiamo Braida che è suo amico, e gli dico: senti, dì a Foschi di piantarla!

C: No, soprattutto, il problema qual è? Lui in campo mi ha detto di tutto e io sono stato zitto…

M: Sì, si vedeva il labiale che diceva: lasciate stare è pazzo, è pazzo!

C: Diceva: adesso ci penso io, ades­so lo distruggo io, ci penso io a muo­vermi… E io sono stato zitto. Ha fat­to delle dichiarazioni da querela e nessuno dei miei capi mi ha detto: Cristiano, al di là del tuo errore, for­se sarebbe opportuno di valutare… vabbè. Mi sono preso le parole, sono stato zitto, perché fa parte del gioco, va benissimo. Siccome ha fatto la fi­gura del coglione e Zamparini gli ha detto che è un coglione. Siccome ha fatto brutta figura con le dichiarazio­ni, ha chiesto scusa, perché fa la bra­va persona, però mi sta sparando a zero con delle motivazioni tecniche che non esistono, io posso aver sba­gliato e chiedo scusa, pago per l’er­rore, mi faccio fermare, ma che deb­ba passare sotto le forche di Foschi questo no, perché è un attacco alla mia persona.

M: Tu stai tranquillo

C: Leo, io sto tranquillo…

M: Tu stai tranquillo che ci penso io, appena passa la partita questa qua con il Chievo mercoledì, io parlo con Galliani, e Galliani lo sa, e gli dico: guardi questo qui è un nostro uomo, quel pirla del Palermo…

C: No, Leo, sì… ma al di là del ‘no­stro uomo’ che ci mancherebbe, il problema è che io credo di essere una persona che può sbagliare, ma che può anche valere, ho dimostrato di saper fare delle cose anche giu­ste, no? Ho parlato con Pierluigi…

….

C: Adesso non posso accettare che Foschi vada in giro a dire certe cose su di me solo perché ha detto in cam­po ai suoi giocatori che mi distrugge­va

M: Ma tu adesso stai tranquillo che ci penso io, sai che ti voglio bene, ve­drai che faremo il massimo. Io so co­me far imbestialire il mio capo: ‘io ti distruggo’ ha detto? ma chi cazzo sei, cretino? Non ti preoccupare…

Questa la trascrizione completa della Telefonata Martino-Meani, 20 aprile 2005, .

Martino: Sto tornando a casa dall’ufficio.

Meani: Io sto andando allo stadio.

Martino: Eh sì, so’ le cinque, te credo. Tutto bene?

Meani: Tutto a posto.

Martino: Stiamo carichi, sì?

Meani: Oh, si erano un po’ agitati l’altro giorno?

Martino: (Ride) Poi il sorteggio è stato come è stato, quindi non è che si poteva troppo sta’ a scherzà, eh!

Meani: Cosa?

Martino: Il sorteggio poi è stato come è stato e poi ovviamente non è che puoi troppo stare a scherzare; se il sorteggio andava in una certa maniera, potevi dire ‘No, ascolti…’?! Non esageriamo. Poi il sorteggio è stato come è stato. Vabbè teniamoceli boni quest’artri, se no…

Meani: Chi è che ha sorteggiato?

Martino: Ha sorteggiato Ferretti che è il corrispondente di Ancona del Messaggero.

Meani: Ah, beh, comunque sai… ma va bene, l’importante… l’importante è… perché io penso che anche Massimo deve stare attento a Torino (Massimo è De Santis che va ad arbitrare Juve-Inter 0-1 con Mitro e Griselli, ndr)

Martino: Si sta giocando i Mondiali, vai tranquillo…

Meani: Ma bravo!

Martino: Non ci sono dubbi.

Meani: Se sbaglia una cosa va Rosetti.

Martino: Esatto. Vai tranquillo.

Meani: Si è calmato o è ancora incazzato con Copelli?

Martino: Incazzato nero.

Meani: Sì, eh…

Martino: Incazzato nero, Leo. Incazzato non rende.

Meani: Però io quello che dico, più lo riguardo, ma è un rigore, che io ti dico che se lo danno, per ipotesi, in Inter-Bologna non dice niente nessuno

Martino: Ma guarda io ho parlato anche con Gigi. Gigi è molto più tranquillo: Non è assolutamente rigore, però si può sbagliare.

Meani: Esatto si può sbagliare. Bravo!

Martino: Invece Paolo è incazzato nero, ma incazzato nero eh…

Meani: Cosa dice?

Martino: Che questo probabilmente è stato sopravvalutato… Adesso si mantiene con termini abbastanza tranquilli, ma tra domenica sera e lunedì mattina, se lo sentivi parlare di Copelli, ne ha dette di tutti i colori: che è un coglione, che come si fa, che è una testa di cazzo, che ancora sta dietro a Reggina-Juve, come si fa a dare un rigore del genere… Vuol dire che allora veramente non hai capito un cazzo. E’ stato sopravvalutato e tutte ‘ste cose…

Meani: Perché io a discolpa di Copelli dico che il fallo di mano c’è stato, non è che lui ha visto una cosa che non c’era. Il fallo di mano c’è stato.

Martino: No, no, infatti, infatti.

Meani: Era molto vicino alla porta.

Martino: Paolo, lui dice che è vero, questo è vero, il discorso è che loro hanno sempre detto: il fallo di mano bisogna vedere la distanza di gioco; effettivamente stanno attaccati, ma in campo si può sbagliare.

Meani: Esatto.

Martino: Lui però lo ricollega a Reggina-Juve e quindi ci va in cappella con ‘sta cosa.

Meani: Adesso faccio passare un po’ di tempo, poi lo chiamo…

Martino: Sì, sì…

Meani: Gli dico che Galliani non vuole che Copelli venga punito perché è un ragazzo bravo, capace.

Martino: Ma è un ragazzo d’oro, poi.

Meani: Poi è bravo.

Martino: Fa parte di quella piccola, e sottolineo piccola, cerchia di assistenti al di fuori di ogni sospetto.

Meani: Cosa?

Martino: Fa parte, Cristiano fa parte di quella piccola, e sottolineo piccola, cerchia di assistenti al di sopra di ogni sospetto.

Meani: E’ vero.

Martino: E’ così, è così.

Meani: Vero. Baglioni non è al di sopra di ogni sospetto.

Martino: Chi?

Meani: Baglioni non è al di sopra di ogni sospetto.

Martino: Già di meno, sì, già di meno rispetto a Cristiano.

Meani: Baglioni è legato a Mazzini.

Martino: Sì, sì… poi insomma, non ti devo insegnare niente.

Meani: Comunque, oh, se vuoi, mandamelo ancora Ambrosino.

Martino: Va bene, sono contento, sono contento. Tra l’altro, io mi sono permesso, avrei voluto parlartene, siccome settimana scorsa ho avuto gli assistenti al raduno, mi sono permesso di prendere Marcello (Ambrosino, ndr), con il quale ho un buon rapporto e dirgli che mi sono arrivati molti complimenti da parte anche del Milan.

Meani: Bravo!

Martino: Quindi, siccome sono arrivati e ti dico che, rimanga inter nos, gli ho detto, magari qualcuno poteva pensare il contrario, invece sei stato eccezionale, ti invito a continuare così.

Meani: Certo!

Martino: Con lui mi son potuto permettere perché lui non andrebbe mai a dire che ho parlato con lui.

Meani: Sta andando bene Faverani.

Martino: Cazzo se sta andando bene Renato! Cresce bene il ragazzo.

Meani: Esatto! E’ quasi pronto per fare il Milan…

Martino: Leo nun me fa’ scherzi stasera eh.

Meani: No, ciao, ciao.