Roma – Atalanta, Luis Enrique vuole la prima vittoria all’Olimpico

La Roma torna domani all’Olimpico rinfrancata dal successo di Parma, la squadra di Luis Enrique non ha ancora regalato nessuna gioia ai tifosi di casa: nelle tre precedenti uscite ha collezionato un pareggio con lo Slovan Bratislava costato l’eliminazione dall’Europa, la sconfitta all’esordio in campionato con il Cagliari e un pareggio con il Siena. L’allenatore


La Roma torna domani all’Olimpico rinfrancata dal successo di Parma, la squadra di Luis Enrique non ha ancora regalato nessuna gioia ai tifosi di casa: nelle tre precedenti uscite ha collezionato un pareggio con lo Slovan Bratislava costato l’eliminazione dall’Europa, la sconfitta all’esordio in campionato con il Cagliari e un pareggio con il Siena. L’allenatore spagnolo è convinto che sia arrivato il momento giusto per ribaltare questa tendenza e ripagare la fiducia che fino ad ora il popolo romanista gli ha concesso, tutto senza sottovalutare un avversario ostico come l’Atalanta di Colantuono che ha mostrato una scintillante condizione fisica:

“Dobbiamo essere più veloci, più veloci siamo e meglio è. Chiedo ai tifosi, che sono fedeli: manca un po’ di fiducia, non per me, ma verso i calciatori: loro già sentono l’appoggio del tifo, ma servirà di più, contro una squadra che sta andando bene, che sta facendo grandi risultati. Sono preoccupato per la loro condizione atletica. Avremo difficoltà contro il loro contropiede, contro la velocità di Schelotto, contro il bomber Denis, contro Brighi. Dovremo giocare all’attacco e senza nessuna concessione all’avversario. Marcatura preventiva, pressare alto: fare una partita che piaccia ai tifosi della Roma”.

In questo scorcio di stagione la Roma ha sempre sofferto i finali delle partite, sintomo forse di qualche problema nella preparazione atletica, anche se Luis Enrique smentisce categoricamente questa ipotesi, dando la colpa forse più a qualche problema mentale che porta a letali cali di tensione quando la partita si avvia alle battute finali:

“Non c’è un problema fisico. Ancora non c’è la fiducia in sé stessi, soffriamo tanto sui contropiedi veloci, ma per me è importante che durante i primi 60 minuti non prendiamo troppi pericoli; questa situazione va tramutata sui 90 minuti. Per me il modo migliore è difendere palla nel centrocampo avversario, con la possibilità di attaccare. È il lavoro che sto impostando e che sto cercando di raggiungere, non è facile, ma ci stiamo lavorando. Se ci riusciamo nei primi 60 minuti, ce la faremo nei 90. Per me funziona meglio la squadra che gioca la palla il più del tempo”.


L’ex Barcellona decanta le doti di Pizarro e difende le prestazioni dei nuovi arrivati come Pjanic e Bojan, mentre si attende ancora l’esordio ufficiale di Lamela:

“Con Bojan non ho nessun problema, ma lui come gli altri devono capire che ho bisogno di vedere la fame, la voglia di vincere ogni giorno. Ogni allenamento ognuno ha la possibilità di farmi cambiare idea se vedo voglia, fame. Pjanic è un ragazzo di 21 anni arrivato tre settimane fa, non parla l’italiano, deve trovare una casa, ha una situazione particolare. Questi non sono robot, deve avere tempo per ritrovare il suo gioco. Pizarro mi dà allegria, è un calciatore tecnicamente dotato. Sa giocare la palla corta e lunga, ha dribbling, punta l’avversario. Ma voglio di più da tutti, anche da Pizarro. Per Lamela non c’è fretta, sta facendo differenziato. È una situazione che accade quando il giocatore ha voglia di giocare con il gruppo; lo stiamo aspettando”.

Intanto dovrebbe tornare fra i pali l’olandese Stekelenburg, Luis Enrique conferma la sua disponibilità e lascia intuire che lo schiererà regolarmente anche se questo comporterà la successiva convocazione da parte dell’Olanda:

“A nessun allenatore piace avere i giocatori in nazionale. È importante per i giocatori andare in nazionale, credo che Stekelenburg possa fare un ottimo lavoro qui e poi andare in nazionale. Quest’estate ci sarà l’Europeo e lui vorrà fare bene. Se dovrà andare, nessun problema”.

I giornalisti gli fanno poi notare che dopo la sosta ci sarà il derby con la Lazio, una sfida sentitissima in città la cui atmosfera particolare invaderà la capitale non appena finiranno le partite di questa giornata di campionato e che si respirerà per due settimane. Ovviamente Luis Enrique sa che sarebbe meglio arrivarci con una vittoria ma per il momento preferisce pensare all’Atalanta, per parlare di derby ci saranno quindici lunghi giorni.