10 Borrelli per il calcio italiano

Così ieri pomeriggio si è espresso il presidente della Sampdoria Riccardo Garrone in merito alla querelle tra il vicepresidente del Milan Adriano Galliani e il capo dell’ Ufficio Indagini Francesco Borrelli. La loro polemica a distanza ha tenuto banco nei weekend nei salotti televisivi e nelle pagine dei quotidiani, riportando in primo piano, e chissà

Così ieri pomeriggio si è espresso il presidente della Sampdoria Riccardo Garrone in merito alla querelle tra il vicepresidente del Milan Adriano Galliani e il capo dell’ Ufficio Indagini Francesco Borrelli. La loro polemica a distanza ha tenuto banco nei weekend nei salotti televisivi e nelle pagine dei quotidiani, riportando in primo piano, e chissà per quanto accadrà ancora, le vicende di Calciopoli e in particolare le mancate riduzioni della squalifica all’ ex presidente di Lega e della penalizzazione in classifica alla società.
Garrone, che in Lega ultimamente si è fatto sentire non poco anche contro l’ elezione di Matarrese, ha spedito un bel messaggino al dirigente rossonero: “A mio avviso ci vorrebbero dieci Borrelli che si occupino del calcio italiano. Non sono assolutamente d’accordo con l’atteggiamento di Galliani. E’ stato un confronto crudele e assurdo”. Per chi non lo sapesse quest’ ultimo ha paragonato Borrelli al braccio destro di Stalin, il capo della polizia segreta Lavrenty Beria, inflessibile nella repressione degli oppositori del regime. Tutto in risposta ad una dichiarazione ripresa da La Repubblica dell’ ex capo di Mani Pulite in cui sosteneva che nel nostro calcio il rispetto per la legalità e la regola non è molto diffuso. Non ha torto, visto quel che è successo, ma tra le righe Galliani ha ravvisato un riferimento alla sua persona per aver partecipato ad una riunione informale di Lega.
Di questo squallido teatrino sinceramente ne farei volentieri a meno e vorrei che tutti facessero un passo indietro: Borrelli che nel calcio ha un ruolo importante e non lo aiuta se continua a dare picconate dall’ interno, Galliani che dovrebbe ammettere le proprie colpe principalmente sulla costruzione della squadra di quest’ anno se non per i suoi rapporti con Meani nel passato. A meno che parlare del passato non serva per nascondere altre magagne che si stanno portando avanti nel presente e servano per ostacolare in ogni modo le necessarie riforme.