Calaiò riporta in alto il Napoli

25.000 persone a Bari non si vedevano da un pezzo per un derby del sud che fino a qulache anno fa aveva ben altri scenari. Ieri sera si è respirata per una notte quell’ atmosfera delle grandi sfide di A. Ha vinto il Napoli una partita non molto spettacolare, tattica e senza grandi occasioni da

25.000 persone a Bari non si vedevano da un pezzo per un derby del sud che fino a qulache anno fa aveva ben altri scenari. Ieri sera si è respirata per una notte quell’ atmosfera delle grandi sfide di A.
Ha vinto il Napoli una partita non molto spettacolare, tattica e senza grandi occasioni da rete e in questi casi serve il colpo risolutore del goleador. Così è stato: Emanuele Calaiò ha grandi potenzialità e doti ancora da svelare completamente, ma gli è bastata una indecisione della difesa barese per lasciare il segno e battere con un bel diagonale il belga Gillet. Come un cobra.
Una rete che ha ricordato per certi versi quella di Ibrahimovic domenica sera a Parma e che fa tornare il sereno sul volto di Edy Reja, un tecnico che vive sulla graticola da quando ha iniziato l’ avventura sulla panchina azzurra. Un compito obiettivamente difficile, con una piazza esigente e con un presidente, De Laurentiis, che gli lancia bordate a giorni alterni, facendo filtrare già i nomi per la sua successione in serie A. Ieri ha scelto di lasciare in panchina il deludente Bucchi di questi tempi, rilanciando Pià e soprattutto De Zerbi alle loro spalle, ma la manovra non ne ha tratto giovamento. Il 3-4-3 si è rivelato efficace soprattutto in fase di copertura, con Paolo Cannavaro in difesa e Amodio a centrocampo come insuperabili baluardi per Santoruvo e compagni, ma si è fatta troppa fatica a creare occasioni da rete, specie se sulle fasce ci sono due terzini come Grava e Savini.
Per Maran l’ esame di laurea è rimandato, ma i biancorossi stanno già facendo un miracolo: far tornare allo stadio i baresi, da anni ormai disillusi e inaperto contrasto con il presidente Vincenzo Matarrese. Per Reja i 3 punti e non è poco.