Georgos Katidis: radiato in Grecia per il saluto nazista, tesserato dal Novara

Fu escluso a vita da tutte le nazionali greche per il saluto nazista esibito dopo il gol vittoria all’83esimo minuto contro il Veria, quando a marzo vestiva la maglia dell'Aek Atene (club storico della capitale greca prima retrocesso e poi fallito). Il giocatore, il cui gesto è stato condannato anche dalla società e dai compagni, provò a giustificarsi sostenendo che voleva “indicare un amico in tribuna". Nulla da fare perché la Federcalcio greca lo punì duramente.

Il gesto di Gerorgos Katidis scatenò un finimondo anche tra gli ultras dell’Aek, gli Original 21, che non accettarono le giustificazioni del calciatore e lo bollarono come "indesiderato" nel club. Qualche settimana fa Katidis rilasciò un'altra intervista: "Non sono un fascista e non lo avrei fatto se avessi saputo cosa significava. Valuto con attenzione di andare a giocare all’estero, in Grecia mi massacrerebbero al primo errore. Poi, sentendomi dare continuamente del fascista, non potrei giocare a cuor leggero".

Il centrocampista ellenico, classe '93, avrà la sua nuova chance al di fuori del suo paese. Sarà il Novara il suo club. Il club piemontese della Serie B italiana ha infatti annunciato, tramite una lettera del patron Massimo De Salvo, pubblicata sul sito ufficiale, il tesseramento del calciatore:


"In questi giorni stiamo definendo un'operazione di mercato per noi importante dal punto di vista tecnico. Stiamo tesserando il calciatore Katidis, centrocampista di qualità nato nel 1993. La scorsa stagione il ragazzo è balzato agli onori della cronaca per un episodio grave quanto sciocco. Reagendo dopo un proprio gol in Campionato ha effettuato un saluto romano che tristemente ricorda momenti dolorosi della storia del Mondo. Non abbiamo nessuna intenzione di minimizzare il gesto che condanniamo in quanto irrispettoso per milioni di persone che per colpa di falsi ideali e miti hanno sofferto e pagato con la vita. Abbiamo però visto un ragazzo che era scioccamente inconsapevole del gesto che stava facendo ma che ora è finalmente perfettamente conscio del significato e del dramma che ha rappresentato. A questo ragazzo abbiamo pensato di dare una chances perché riteniamo gravissimo commettere certi errori ma meritevole averne consapevolezza. La politica per noi rimane fuori dal calcio, la memoria no e crediamo che l'intolleranza si debba combattere ricordando ai nostri ragazzi quello che è successo nella storia affinché non succeda mai più”.

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