Milan: “un passo in avanti”

“Un passo in avanti”, ha dichiarato Carlo Ancelotti dopo la traferta toscana di Sabato. E poi ha aggiunto: “Per me la squadra ha fatto discretamente, non gli abbiamo concesso nulla. Nel complesso è stato fatto un piccolo passo avanti, nel secondo tempo potevamo sfruttare meglio l’attacco ma il pari ci sta.” Mi permetto una domanda:

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“Un passo in avanti”, ha dichiarato Carlo Ancelotti dopo la traferta toscana di Sabato. E poi ha aggiunto: “Per me la squadra ha fatto discretamente, non gli abbiamo concesso nulla. Nel complesso è stato fatto un piccolo passo avanti, nel secondo tempo potevamo sfruttare meglio l’attacco ma il pari ci sta.”
Mi permetto una domanda: “un passo avanti” verso cosa?!
Il Milan ha 4 punti in più rispetto alla terzultima in classifica e 11 in meno dal quarto posto. Il ruolino di marcia parla di quattro vittorie nelle prime 12 giornate, altrettanti pareggi e sconfitte. 11 goal fatti (di 4 ininfluenti ai fini del risultato finale) e 12 subiti.
Un cammino imbarazzante per una squadra che non c’è più.

In più, la jella. Anche ad Empoli, un rigore reclamato e, come sempre in questa stagione, nel dubbio, non assegnato oltre i canonici due “legni” colpiti.
Sono dieci i pali colpiti nelle prime dodici giornate, di cui almeno 7 decisivi ai fini del risultato.
Qualcuno dirà che un palo è un errore, pertanto un’aggravante per la formazione rossonera. Quello che è certo è che se Ancelotti considera un passo avanti uno 0-0 a Empoli, vantandosi di non avere concesso nulla agli avversari, c’è poco di che stare allegri.
E pensare che i migliori in campo sono stati il Capitano Paolo Maldini, classe 1968 e Ricardo Oliveira, l’oggetto misterioso della deficitaria campagna acquisti dell’estate passata.
Che il Milan sia alla frutta si evince anche dal tentativo disperato di sbloccare il risultato che ha portato alla conclusione, respinta sulla linea, di un certo Alessandro Costacurta (applausi per lui), classe 1966.
Il quarto posto al momento è un’utopia, anche se il Milan ci ha abituato a notevoli rimonte negli ultimi campionati.
E un’eventuale stagione senza Champions League, causerebbe un effetto domino devastante: meno soldi dall’UEFA, dagli sponsor, dalle televisoni con conseguente campagna acquisti a scartamento ridotto (ancora!), con il probabile e comprensibile rifiuto di campioni veri di vestire la maglia di una squadra che non partecipa alla principale competizione continentale, nonchè la possbile richiesta di alcuni, Kakà in primis, di lasciare Milano per poter continuare a brillare ad alti livelli.
Anche il conseguimento del quarto posto non sarebbe un successo completo perchè ricominciare una stagione dai preliminari, significa anticipare la preparazione e pagare ancora una volta pegno in campionato.
Insomma, il Milan sembra in un tunnel di cui non si intravede l’uscita, e fanno sorridere le dichiarazioni di oggi dell’a.d. Adriano Galliani che ha sentenziato: “Non siamo in crisi”.
E allora cosa?