Il West Ham alla fine parlerà islandese

Gli Hammers quest’anno stanno vivendo la loro stagione più movimentata. Prima gli acquisti clamorosi dei due nazionali argentini Tevez e Mascherano, poi la prematura eliminazione dalla coppa UEFA, infine le mille voci circa il futuro della società mentre la squadra raccoglieva una serie impressionante di sconfitte in Premier. Si era fatto un gran parlare dell’iraniano

Gli Hammers quest’anno stanno vivendo la loro stagione più movimentata. Prima gli acquisti clamorosi dei due nazionali argentini Tevez e Mascherano, poi la prematura eliminazione dalla coppa UEFA, infine le mille voci circa il futuro della società mentre la squadra raccoglieva una serie impressionante di sconfitte in Premier.

Si era fatto un gran parlare dell’iraniano Kia Joorabchian, padrone del Corinthians, e della sua offerta da 80 milioni di sterline per mettere le mani sul club dell’East End. Sembrava cosa fatta tant’è che già si parlava di nuovi allenatori che avrebbero dovuto sostituire il buon Pardew reo soltanto di essersi trovato fra le mani una squadra snaturata soprattutto nella mentalità.

Oggi finalmente è arrivata la notizia che mette la parola fine a questa lunga telenovela. Il West Ham con un comunicato ufficiale ha annunciato di aver accettato l’offerta di 126 milioni di euro da parte di un consorzio islandese guidato da Eggert Magnusson (in foto) con in tasca il portafogli aperto di una banca islandese.
Magnusson, capo della federcalcio islandese e membro del comitato esecutivo dell’UEFA, si è subito mostrato molto saggio nelle sue dichiarazioni. I tifosi possono stare tranquilli, “The Academy of Football” non verrà snaturata.

Tanto per cominciare nel consiglio amministrativo resterà il vecchio presidente Terry Brown con ruoli esecutivi. Primo segno tangibile di questo cambiamento è la riconferma di Alan Pardew, un meritato riconoscimento per quanto fatto in questi ultimi due anni.

I progetti sono ambiziosi, come è normale che siano al varo di partnership di questo tipo. Quello che più conta però è che dopo settimane a dir poco turbolente finalmente il club può concentrarsi sul calcio giocato. Ci sarà bisogno di molto lavoro per risalire dalle ultime posizioni della classifica.