Milan avanti, nonostante tutto

Milan qualificato agli ottavi, come da copione, con una giornata d’anticipo. Quello che non prevedeva il copione era l’ennesima sconfitta stagionale, la quinta per l’esattezza. Il Milan, privo di Cafu, Nesta, Kaladze, Serginho, Favalli, Ambrosini e Gattuso, perde Simic nel pre-partita e Costacurta e Dida durante l’incontro. Non è aria. E lo si capisce anche

di

Milan qualificato agli ottavi, come da copione, con una giornata d’anticipo. Quello che non prevedeva il copione era l’ennesima sconfitta stagionale, la quinta per l’esattezza.
Il Milan, privo di Cafu, Nesta, Kaladze, Serginho, Favalli, Ambrosini e Gattuso, perde Simic nel pre-partita e Costacurta e Dida durante l’incontro.
Non è aria. E lo si capisce anche quando Superpippo Inzaghi, per tre volte a tu per tu con il portiere, dimentica il suo killer-instict e non gonfia la rete.
I greci sono una formazione modesta, poco talentuosa, galvanizzata però dal successo sull’Anderlecht del turno precedente, che ha riaperto le porte alla qualificazione.
La necessità di vincere, comunque, non è sufficiente perchè il Milan è troppo superiore e non concede nulla ai padroni di casa, se non un calcio di punizione di poco fuori dall’area di rigore.
Punizione battuta senza troppe pretese da Julio Cesar, ma che Dida, fino a quel momento spettatore non pagante, pensa pene di trasformare in vincente.
Aek 1 – Milan 0

Nella ripresa, pur con un ritmo più basso, i rossoneri ricominciano a macinare gioco fino a quando, finalmente fulmineo come un rapace, Inzaghi anticipa tutti, cristallizza il numero 1 avversario, deviando il pallone verso la rete.
Palo. Ancora.
Il Milan sembra non avere più voglia di dannarsi l’anima per un pareggio che di fatto non avrebbe cambiato nulla.
Milan avanti, nonostante tutto. Qualificato, come previsto. Primo nel girone con una giornata d’anticipo, come previsto.
Se non ci fosse il campionato a testimoniare il periodo buio del Milan, si potrebbe pensare che la sconfitta di Atene sia un semplice incidente di percorso: rossoneri padroni del campo, superiori e semplicemente sfortunati. Capita.
E proprio questo è il concetto che si affrettano a pubblicizzare da via Turati. Galliani, parla di “una luce diversa negli occhi dei giocatori”, a testimonianza che il periodo negativo è finito. L’A.d. rossonero si affretta a sottolineare come il Milan, per il quinto anno consecutivo, si sia qualificato alla fase successiva della Coppa e come sia primo nel ranking UEFA. E aggiunge che non interverrà al “mercatino” (parole sue) di Gennaio, perchè “stiamo bene così”.
Ancelotti rincara la dose, sottolineando la prestazione positiva e catalizzando l’attenzione solo sulla sfortuna.
Ultimo, il loquace Seedorf, che risponde stizzito alle domande sul momento non del Milan, spergiurando che non esiste un problema difesa e non esiste un problema gioco.
Insomma, la posizione ufficiale è che va tutto bene. Pertanto non c’è bisogno di intervenire. Ma la sensazione dall’esterno è che sbagliare è umano, perseverare è diabolico e quindi, qualcosa va fatto, e in fretta.
Cosa? Lasciamo che lo scoprano a Milanello, dove hanno sempre dato prova di professionalità e competenza, come dimostrano i successi copiosi degli ultimi vent’anni.
Popolo rossonero, abbiate fede.