C’era Mancini a capo della GEA?

“Roberto Mancini, campione di classe” recita il sito ufficiale dell’attuale Mister nerazzurro. Chissà se è dello stesso avviso anche Chiara Geronzi, giornalista del Tg5 e figlia del banchiere Cesare, fra i maggiori azionisti della Gea World. Secondo le dichiarazioni di quest’ultima infatti, non solo anche Roberto Mancini era della Gea, cosa già nota, ma era

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“Roberto Mancini, campione di classe” recita il sito ufficiale dell’attuale Mister nerazzurro.
Chissà se è dello stesso avviso anche Chiara Geronzi, giornalista del Tg5 e figlia del banchiere Cesare, fra i maggiori azionisti della Gea World.
Secondo le dichiarazioni di quest’ultima infatti, non solo anche Roberto Mancini era della Gea, cosa già nota, ma era molto di più: era uno degli azionisti della società di procuratori scomparsa qualche mese fa.
La giornalista, nella sua “rivelazione” ai pm aggiunge: «Soci fondatori siamo stati io, Francesca Tanzi, Andrea Cragnotti e Giuseppe De Mita. … Le quote societarie erano queste: il 20% lo detenevo io, il 20% la Tanzi, il 20% Cragnotti e poi c’era un 40% in mano alla Roma Fides, fiduciaria composta da Giuseppe De Mita e… udite udite, Roberto Mancini.

Senza entrare nel merito di questioni troppo grandi, che non ci competono, una tirata d’orecchie al Signor Mancini viene spontanea farla.
Non fosse altro per le velenose dichiarazioni che il Mancio ha sempre rilasciato sul “mondo Moggi”, di cui la Gea è sempre stata parte integrante. Dichiarazioni pungenti, sdegnate in cui si faceva appello ad un moralismo che oggi, se, e sottolineo se, quanto dichiarato dalla Geronzi, dovesse trovare riscontro nella realtà dei fatti, appare ipocrita o quantomeno di pessimo gusto.
Lungi da noi dare attenuanti a Moggi ma ricorderete tutti le dichiarazioni di Don Luciano che, in pieno caos intercettazioni, quest’estate, si chiedeva furbescamente cosa intendesse l’allenatore dell’Inter quando, in un botta-risposta televisivo con l’allora A.D. della Juventus, dichiarò con tono di sfida: “Moggi dovrà rispondere nelle sedi competenti”.
Cosa c’era dietro quelle dichiarazioni sibilline? All’epoca nessuno comprese almeno fino all’esplosione di Calciopoli. Il resto è storia.
Non sappiamo se l’ex numero 10 della Sampdoria sapesse realmente qualcosa che emerse solo in seguito, certo è che (ancora una volta sottolineo il “se”) se veramente, il buon Mancini era parte integrante della GEA, era anche parte integrante del sistema dal quale si è sempre sentito derubato e del quale si sempre detto schifato.
Magari domani scopriremo che non è vero niente. Ce lo auguriamo.
Non tanto per noi, quanto per Roberto Mancini, campione di classe.