Parma in campo per dimenticare Livorno

Dimenticare Livorno è la parola d’ordine di questi difficili giorni alla corte gialloblù, giorni in cui tutti i tuoni che si odono in lontananza fin da inizio stagione si sono sfogati in un temporale di proporzioni enormi. Non è stata la sconfitta in sé contro gli amaranto, né la sua entità: ammoniva il buon vecchio

di mattia

Dimenticare Livorno è la parola d’ordine di questi difficili giorni alla corte gialloblù, giorni in cui tutti i tuoni che si odono in lontananza fin da inizio stagione si sono sfogati in un temporale di proporzioni enormi. Non è stata la sconfitta in sé contro gli amaranto, né la sua entità: ammoniva il buon vecchio Vujadin Boskov che è meglio perdere una volta 3-0 che tre volte 1-0, il problema è che è ormai la terza volta che i crociati cedono per 3-0 o peggio… Piuttosto è stata la mollezza vista in campo che fa ancora più rabbia se confrontata con il furore agonistico che stava per fermare la grande Inter solo sette giorni prima. Quel furore che permette ad altre squadre, di livello tecnico non certo superiore al Parma come lo stesso Livorno, l’Atalanta, il Messina, l’Empoli, il Siena di viaggiare con un bottino dipunti doppio rispetto ai gialloblù; quella determinazione che è condizione necessaria e spesso sufficiente per agguantare la salvezza.
Invece in casa Parma si vedono scene di segno totalmente opposto: si va dall’ingenuità di Budan (l’unico giocatore espuslo e fermato per due giornate per avere detto «Ma sei scemo?»: probabilmente Romeo è così abituato a i “vaff…” e ai “figlio di p…” che un’offesa così tenera l’ha mandato in tilt. Ma questo è un altro discorso: l’arbitro non si insulta punto e basta) alla solita strafottenza di Morfeo che esce dal campo prima ancora che sia entrato il compagno. Fino dall’arroganza di Fernando Couto (rimettetelo pure fuori rosa, please…) che non contento di irritare tutto lo stadio con atteggiamenti da divo, inscena anche una pantomima vergognosa fingendo di ricevere un uppercut da Tyson, e andando a fare compagnia a Contini e Ciaramitaro, già protagonisti con l’Inter di alcune divertenti scenette in perfetto stile hollywoodiano. Credetemi, ragazzi, non è così che ci si ingrazia gli arbitri… Senza dimenticare l’amnesia di Bocchetti che, tanto per mettere la partita su un piano favorevole, regala il primo gol a Pfertzel.

Forse è meglio così: forse ci voleva una scossa. E la scossa è arrivata. Allenamento punitivo e discorsetto non proprio tenero di Pioli al lunedì; visita alla squadra al martedì da parte di niente meno che Enrico Bondi e del suo braccio destro Roberto Cappelli, venuti a rassicurare la squadra sulla presenza costante della società. Infine la sorpresa delle convocazioni per la gara di Coppa Uefa di stasera con l’Heerenveen (ore 20.45): tutti dentro (a parte gli indisponibili Bucci, Cardone, Grella e Morfeo) con la chiara intenzione di fare gruppo fin da oggi, ben sapendo che un’eventuale vittoria non sarebbe comunque un riscatto del disastro di domenica, e comunque confermando la squadra di coppa con gran parte dei titolari a riposo, ma comunque aggregati alla squadra invece che mollati sul divano di casa a godersi mogli e fidanzate.

Puntuali, poi, arrivano come al solito nuove voci su possibili, eventuali, probabili, auspicabili, immimenti passaggi di proprietà. Cappelli ha tenuto la bocca cucita come da copione, ma a mezza voce ha fatto capire che le trattative vanno avanti (una? due? qualche?) e tanto è bastato perché emergesse il nome di Angelo Zanoli, già presidente dello Spezia, che dovrebbe guidare una cordata vicina a Massimo Moratti, che comunque ne sarebbe escluso. Voci come sempre da prendere con le molle, come quello che vedrebbero il ritorno lancia in resta ora di Gaetano Valenza ora di Lorenzo Sanz.

Di positivo c’è l’annuncio da parte di Cappelli di avere quattro lire con cui provare a prendere qualcuno in gennaio, anche se con una rosa di 26 giocatori e un piede fuori dalla Coppa Italia riesce difficile pensare che i problemi del Parma siano nell’organico. Piuttosto si potrebbe cominciare a discutere delle gerarchie di Pioli che al di là delle balle a uso e consumo della stampa («Qua siamo tutti titolari», «Ci sarà spazio per tutti» ecc… ecc…) sono ben definite ma non sempre condivisibili, visti anche i risultati. Ci sono giocatori sottoutilizzati (Cigarini su tutti, ma anche Rossi, Savi, Paponi, Dedić…) che forse meriterebbero qualche chance in più e invece molto spesso la partita la vedono su Sky; c’è il mistero Dessena, di colpo schierato continuativamente, e non sempre a proposito, sulla fascia destra dove evidentemente fa fatica, ma lasciato inspiegabilmente in panchina nel momento in cui manca Grella al centro; ci sono giocatori che non stanno rendendo affatto come Ciaramitaro, Coly e Bocchetti ma che giocano sempre e giocatori che entrando in campo (Bolaño e Gasbarroni) lo fanno con una grinta tale che la squadra inevitabilmente si fa raggiungere o naufraga a seconda della situazione.

Per la serie Non Tutti I Mali Vengono Per Nuocere, l’assenza forzata di Morfeo (almeno un mese di stop per lui) potrebbe essere l’occasione per sperimentare qualcosa di diverso anche dal punto di vista tattico: la squadra ha dimostrato di faticare a sostenere due ali pure e due giocatori di punta che non tornano. A cominciare da stasera, Pioli può tornare a provare quel 4-3-3 che, con i dovuti accorgimenti, può essere il sistema di gioco meglio interpretato dalla squadra e da alcuni dei suoi solisti, tra cui stasera, per esempio, rientra Kutuzov. Prima di tornare sul mercato, meglio andare a vedere se c’è qualcosa di buono tra le presunte seconde scelte.