Mancini e la GEA: tutta la verità

Negli ultimi giorni, a conclusione della inchiesta della Procura di Roma sulla GEA, sono usciti alcuni stralci degli interrogatori di alcuni personaggi coinvolti in uno dei capitoli più torbidi del calcio italiano degli ultimi anni: la GEA. In particolare Chiara Geronzi, figlia del Cesare presidente di Capitalia e giornalista del TG5, una delle fondatrici della GEA stessa, ha tirato in ballo Roberto Mancini nella vicenda.
La GEA nacque dalla fusione di due entità diverse nel lontano ottobre 2001: da una parte c’era la Football Management di Alessandro Moggi e Franco Zavaglia e dall’ altra la General Athletic, il cui capitale sociale era per il 40% in mano alla fiduciaria RomaFides e per il restante 60% in quote identiche in mano a Chiara Geronzi, Francesca Tanzi e Andrea Cragnotti. La costituenda GEA era per il 45 % di Football Management, per il 45 % di General Athletic e per il 10 % di Riccardo Calleri.
Come molti sapranno tutta gente molto introdotta nelle stanze dei bottoni. Il mistero è sempre stato fitto su chi ci fosse dietro alla fiduciaria RomaFides: due interrogazioni parlamentari furono insabbiate negli anni. Di sicuro c’era chi ha avuto l’idea di creare la GEA, ossia Giuseppe De Mita, figlio del famoso politico Ciriaco, ma non solo. E’ probabile che le azioni fossero in mano a più persone, tra cui anche il figlio del presidente della Federazione Franco Carraro, il quale era anche il presidente di una banca di affari di proprietà, indovinate chi, di Capitalia, ossia di Cesare Geronzi.
Geronzi è il vero uomo ombra del calcio italiano: ha avuto in pegno e tenuto in piedi tramite la controllata Banca di Roma le azioni di Roma, Lazio, Perugia e Parma. Potete già capire che razza di intreccio ci fosse tra tutte queste società e la Juve dei Moggi, per non parlare di Berlusconi, che ha una partecipazione azionaria nella stessa banca presieduta da Carraro.
E Roberto Mancini che c’entra? Nel suo periodo prima di giocatore e poi di allenatore della Lazio il Mancio stringe rapporti molto stretti con lo stesso Geronzi, di cui diventa in breve molto amico e che si vocifera abbia avuto un ruolo pesante nella concessione del patentino senza rispettare l’ iter previsto.
Si fa curare alcuni contratti di sfruttamento dell’ immagine dalla General Athletic, ha come riferimento societario lo stesso Geronzi nel periodo in cui Cragnotti crolla con la sua Cirio e gli propongono una partecipazione azionaria nella General Athletic stessa, o meglio nella fiduciaria.
Quando sorge la GEA ed entra come socio Alessandro Moggi Roberto Mancini fa capire subito di non condividere il nuovo organigramma e smette di essere seguito a livello di consulenza dalla società, allontanandosi anche prima di quando la misteriosa RomaFides uscirà dal capitale sociale a fine 2003.

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