La risposta di Agnelli a Petrucci: “Facciamo un tavolo politico e troviamo una soluzione”

Il presidente della Juventus ha risposto nel pomeriggio di oggi alle dichiarazioni di Petrucci chiedendogli un intervento di mediazione


Come promesso il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, ha risposto al richiamo del presidente del Coni che questa mattina aveva parlato di “doping legale” che stava avvelenando il mondo del calcio. La proposta di Agnelli è stata la stessa fatta dal proprietario della Fiorentina Diego Della Valle che qualche mese fa invitò la Figc e l’Inter a sedersi ad un tavolo per affrontare il discorso Calciopoli alla luce delle nuove intercettazioni emerse durante il dibattimento del processo penale di Napoli.

Andrea Agnelli ha preferito sorvolare sui toni duri utilizzati da Gianni Petrucci che si era riferito a lui, seppure senza fare nomi, come ad un “arrogante e prepotente furbetto“, ma ha cercato di cogliere il lato positivo del richiamo del massimo dirigente dello sport italiano. Agnelli ha riferito di volersi affidare alla sua guida ed alla sua mediazione per discutere dell’assegnazione dello Scudetto 2006, rimarcando però che la scelta di rivolgersi alla giustizia amministrativa è arrivata solo dopo aver rispettato l’iter del giustizia sportiva che si è bloccato con la dichiarazione di incompetenza del consiglio della Figc che ha preferito non esprimersi sull’assegnazione dello “scudetto degli onesti”. Questa la ricostruzione dei fatti di Agnelli:

“A me piace in questa fase fare un piccolo excursus di quello che è successo e ricordare i vari fatti. Il tutto nasce nel maggio del 2010 a fronte di un esposto che la Juventus ha presentato alla Federazione Italiana Giuoco Calcio e col quale chiedevamo di verificare se i presupposti che hanno portato all’assegnazione del titolo di campione d’Italia 2005/2006 – quindi quello che io ho ricordato in altri momenti, l’assenza di comportamenti poco limpidi -, fossero ancora validi alla luce di quanto emerso successivamente. Il nostro esposto presentato nel maggio 2010 diventa lettera morta per 14 mesi. E qui c’è una mia prima riflessione che è doverosa da fare con gli ordinamenti di giustizia sportiva: un maxi processo, se così vogliamo chiamarlo, come quello che è avvenuto nel 2006, ha avuto corso in meno di quattro mesi ed ha portato a pesantissime condanne, mentre invece si debbano aspettare 14 mesi per ottenere una risposta ad un semplice esposto di otto pagine.”

Prosegue Agnelli:

“Qui già c’è una prima differenza notevole. A me piace ricordare inoltre che il 26 ottobre del 2010, riceviamo da parte della Federazione – quindi siamo a cinque mesi dopo la presentazione del nostro esposto – una lettera in cui ci comunica che ha valutato di assumere ogni determinazione in ordine alla richiesta avanzata all’esito dell’attività già in corso. Quindi, noi, quantomeno a ottobre, sappiamo che l”attività d’indagine è già in corso da parte della procura federale, ma è solo il 1° luglio del 2011, quindi otto mesi dopo, che arriva la relazione del procuratore Palazzi. E, coincidenza, arriva a qualche giorno da quando trascorrono i termini di prescrizione degli atti contestati. Mi piace ricordare cosa diceva la relazione di Palazzi. E vi leggo nuovamente alcuni passaggi: “… una notevole rilevanza disciplinare per gli elementi obiettivamente emergenti dalla documentazione acquisita al presente procedimento, risulta essere, inoltre, l’unica società nei cui confronti possano, in ipotesi, derivare concrete conseguenze sul piano sportivo, anche se in via indiretta rispetto agli esiti del procedimento disciplinare, come già anticipato nella premessa del presente provvedimento e come si specificherà anche in seguito…per via di una fitta rete di rapporti, stabili e protratti nel tempo al fine di condizionare il settore arbitrale. Intervengono spesso in prossimità delle gare che dovrà disputare l’Inter e che oggetto delle stesse sono proprio gli arbitri e gli assistenti impegnati con tale squadra. In relazione a tali gare l’Inter si pone quale interlocutore privilegiato per il consenso preventivo della definizione di un arbitro, eccetera..’. Arrivando alla conclusione, dove il procuratore Palazzi ritiene che ‘le condotte in parola sono tali da integrare la violazione oltrechè i principi di cui l’articoli 1, comma 1, del codice di giustizia sportiva, anche dell’oggetto protratto di cui all’articolo 6, comma 1 del codice di giustizia sportiva, in quanto certamente dirette ad assicurare un vantaggio in classifica in favore della società Internazionale mediante il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale e la lesione dei principi di alterità, terzietà, imparzialità e indipendenza che devono necessariamente connotare la funzione arbitrale in violazione del previgente articolo 6, comma 1, 2 eccetera..’. Questo era quanto emerge dalla relazione del procuratore Palazzi, che come vi dicevo prima avviene pochi giorni dopo l’avvenuto trascorrere dei termini di prescrizione per gli atti probatori. A questo punto è chiaro che la vicenda non può che diventare politica, tant’è che viene chiesto al Consiglio Federale di esprimersi in merito alla relazione del dottor Palazzi. A me piace ricordare che fino a quel giorno, fino al 18 luglio, noi abbiamo avuto, come è giusto che sia e com’ è giusto che debba essere, totale fiducia su quello che era l’ordinamento sportivo. E abbiamo rispettato assolutamente tutte le regole. Quando il Consiglio decide di non decidere, noi dobbiamo valutare qual è il modo migliore per tutelare gli interessi della Juventus. E solo quando il Consiglio, che ha tutti i poteri per rivedere una decisione del Consiglio stesso, si dichiara incompetente, che noi decidiamo di utilizzare tutti gli strumenti legali a nostra disposizione per tutelare la Juventus in ogni sede”.

A questo punto “la palla” è tornata al presidente Petrucci che ha apprezzato il discorso di Agnelli e si è detto disponibile per organizzare questo incontro in modo da trovare una soluzione condivisa per rasserenare gli animi di tutti i contendenti:

“Ho accolto con piacere le dichiarazioni distensive del presidente Andrea Agnelli. Questo era il tono del mio intervento di stamattina, certamente era un tono di una persona che sta da tanti anni nello sport. Queste dichiarazioni mi fanno molto piacere, prendo atto di quello che chiede il presidente Agnelli e mi appresto a vedere tempi, modi, circostanze e persone che dovranno essere invitate, ma certamente questo tono facilita gli incontri. Mi auguro che altrettanto da domani in Lega si prosegua con questo tono perché se una delle società più blasonate al mondo, con una famiglia così importante come la famiglia Agnelli, fa queste dichiarazioni così di buon senso, è chiaro che il presidente del Coni non può che prenderle favorevolmente. Quindi sono contento e mi auguro che sia un primo atto di disgelo di questo mondo, ma la mia non era una cattiveria nei confronti del calcio di vertice. Amo, e lo ripeto, il calcio di vertice, perché io vengo anche dal calcio di vertice, però è altrettanto vero che queste dichiarazioni favoriscono il dialogo e mi appresto in tal senso.”

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