Il Napoli saluta tutti e se ne va

L'utopia partenopea dell'estate, improntata sulla convinzione di avere una squadra che travolge gli avversari con goleade e che da spettacolo ovunque vada imponendo il suo gioco, possiamo oggi dire che è rimasta tale.
Quello che però il presidente De Laurentis ha per le mani è più di un'utopia e del "Fantasilandia calcio" immaginato in agosto dai tifosi.
E' una squadra solida e cinica che fa risultato ovunque, tra il fango e la contestazione, e alla fine riesce, in un modo o nell'altro a spuntarla sempre.
Ieri il Napoli tra il silenzio generale e con gli occhi dei media puntati tutti sullo scontro Juve-Zeman, va a Pescara, seguito da oltre 5000 tifosi, e vince.
E' finita 1-0, come col Bologna e come col Bolgna ha deciso un rigore del bomber Calaiò, che ancora una volta ha scagliato sotto la curva dei suoi tifosi una freccia che vale tre punti.
E' incredibile la metamorfosi che ha subito il tecnico Reja in questi ultimi anni.
Il mister infatti, pur essendo di base un offensivista e amante molto dei centrocampisti con propensioni realizzative, dall'esperienza partenopea ha appreso tanto.
Intendiamoci, la formazione messa in campo a Pescara era comunque un 3-4-3 molto offensivo, con Calaiò e Pià, Cappparella e De Zerbi, però Reja in questi anni è un pò cambiato.
Il tecnico dei campani già l'anno scorso in serie C si era reso conto che non sempre si può giocare palla a terra, ma qualche volte il pallone occorre lanciarlo nella mischia e sperare che a prenderlo siano i tuoi.
Il Napoli è così diventato una vera grande, in grado di leggere al meglio la gara e di trarre il maggior profitto col minimo sforzo.
Ora può davvero aspirare alla promozione diretta.

Via | Napolicalcio1926.it

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