Anche il Parma nel suo piccolo si inc…

Questa volta si è fatta sentire anche la società. Questa volta il Parma si sente defraudato oltre i propri oggettivi demeriti e comincia a ingrossare un po’ la voce perché gli episodi sfortunati per utilizzare l’espressione del consigliere Roberto Cappelli iniziano a essere un po’ troppi e la squadra fa già abbastanza fatica da sola

di mattia

Questa volta si è fatta sentire anche la società. Questa volta il Parma si sente defraudato oltre i propri oggettivi demeriti e comincia a ingrossare un po’ la voce perché gli episodi sfortunati per utilizzare l’espressione del consigliere Roberto Cappelli iniziano a essere un po’ troppi e la squadra fa già abbastanza fatica da sola per dover lottare anche contro fattori extra tecnici. Le irrituali dichiarazioni dell’avvocato Cappelli ai microfoni di Italia 1 e le esternazioni molto chiare del d.s. Gabriele Zamagna la dicono lunga sul grado di esasperazione cui si è giunti in sede.
Chiariamo subito le cose: il Parma non ha solo 8 punti per colpa degli arbitri, questa vicenda non può e non deve diventare un alibi. Il Parma ha solo 8 punti perché ne ha lasciati due nel finale di Torino, due nel finale di Siena e altri due al Tardini contro le milanesi, quando disattenzioni difensive e sprechi offensivi hanno vanificato due pareggi fin lì meritati per il gioco espresso. Insomma, sei punticini preziosissimi che avrebbero portato i gialloblù a quota 14 sono stati buttati via per limiti tecnici, caratteriali, agonistici. Non per sviste arbitrali.
A onore del vero, poi, il Parma è stato premiato oltre misura dal pessimo Herberg in occasione della gara con l’Atalanta: il rigore del 2-1 non c’era e senza quel vantaggio si sarebbe vista un’altra partita e forse un altro finale, ma chairito questo per il resto degli episodi sembra davvero che le ex giacchette nere abbiano ben chiara la scarsa consistenza politica della società Parma FC; in altre parole, in caso di dubbio il fischio è sempre contro i gialloblù, cui vengono inoltre comminate sanzioni disciplinari spesso spropositate durante e soprattutto dopo le partite.

Quella di Catania è la quarta trasferta in cui i gialloblù finiscono in dieci uomini: l’espulsione di Grella si affianca a quella di Budan a Livorno, di Contini a Reggio Calabria e di Morfeo a Genova, tutte partite perse e tutte partite inchiodate sul pareggio prima del fattaccio o comunque rimediabili in virtù del solo gol di scarto. Nello specifico, poi, se il rigore di Bocchetti non è diverso da quello di Loria in Parma – Atalanta e in qualche modo compensa il fallo più evidente di Ciaramitaro nel primo tempo, la prima ammonizione di Grella è semplicemente lunare, mentre il secondo giallo (che ci può stare) viene da un fallo più plateale che cattivo: l’australiano tenta di calciare ma viene anticipato secco e l’errore che fa è quello di non ritrarre la gamba, forse non intenzionalmente. Di certo un arbitro con più buon senso di Bergonzi, con la coscienza un primo giallo almeno dubbio, si sarebbe limitato a un richiamo verbale.

Resta da capire, infine, cosa avrebbe potuto combinare il Parma con i campo il travolgente Budan visto con l’Heerenveen dal momento che il croato vive un periodo di luna di miele con il gol e segna da tutte le posizioni. Le due giornate di squalifica per il famoso Ma sei scemo? rivolto a Romeo gridano vendetta, tanto quante le due comminate a Paci per la simulazione nel corpo a corpo con Toni in Fiorentina – Parma. Sarà quindi interessante vedere come si comporterà il giudice sportivo in settimana con l’entrata da codice penale di Silvestri su Muslimović, chissà perché del tutto ignorata dalla quaterna arbitrale e molto più grave di tutte le entrate di Grella fin dall’inizio della sua carriera! Se non ci saranno provvedimenti, i calciatori si sentiranno probabilmente autorizzati a entrare a gamba tesa cercando di spezzare le ginocchia agli avversari, purché non si permettano di stuzzicare la permalosità dei direttori di gara. Con buona pace delle campagne contro il gioco duro.

Fortuna che è già tempo di Coppa Uefa, la consolazione dei tifosi parmgiani: dopo la bellissima prestazione dei bad boys di Pioli contro gli olandesi dell’Heerenveen, i gialloblù tornano in campo già mercoledì a Lens e per l’occasione, grazie anche alla matematica qualificazione già ottenuta, il tecnico ringiovanisce ulteriormente la rosa aggregando ben quattro Primavera della cosiddetta lista B dell’Uefa: i centrocampisti Matteo Mandorlini, Niccolò Galli e Federico Moretti (classe 1988) e la giovanissima promessa Francesco Pambianchi, difensore centrale del 1989 e già nell’orbita della Nazionale Under 19. Indubbiamente la squadra vorrà continuare sulla strada dei successi, inanellando la quinta vittoria consecutiva in Europa, ma se le cose si metteranno bene è probabile che per qualcuno di loro (Mandorlini ha già giocato qualche minuto con il Rubin Kazan) si profili l’esordio europeo.

A far loro da chioccia Igor Budan che, ancora squalificato in campionato, tenterà di arricchire ulteriormente il suo carnet europeo (tre gol in due gare) e Vincenzo Grella che è ugualmente in attesa di squalifica dopo il rosso di ieri. Restano invece a casa, insieme con gli acciaccati Cardone, Morfeo, Paci e Bolaño, Fernando Couto, Dessena, Ciaramitaro e Muslimović precettati per il delicatissimo match di domenica contro il Palermo.