Argentina: una lite in campo tra ragazzini degenera, allenatore spara ad un tifoso


Il problema della violenza nel calcio in Argentina è molto seria, capita spesso che la cronaca appaia sulle pagine sportive, l'ultimo episodio grave in ordine di tempo è stato registrato proprio qualche giorno fa con l'uccisione di un ragazzo di 27 anni tifoso del Banfield con un colpo di arma da fuoco. Quello che è accaduto invece martedì sera a Rosario ha davvero dell'assurdo e se vogliamo è ancora più grave, anche e soprattutto perché a far da cornice è stata una partita tra ragazzini di 12 anni: l'allenatore di una delle due squadre a fine partita ha sparato ad un uomo, parente di un giovane calciatore, in seguito ad alcune discussioni scatenatesi dopo il fischio finale. Il ferito è stato subito trasportato in ospedale, ha subito l'asportazione di un rene e le sue condizioni sono ancora gravi.

Ma partiamo dall'inizio: martedì sera a Rosario era in programma la finale di un torneo giovanile tra Santa Teresita e Deportivo Rosario. Al termine dei minuti regolamentari l'incontro è finito con il risultato di 1-1, ai rigori hanno vinto quelli del Santa Teresita. La delusione per la sconfitta ha scaldato gli animi di alcuni giovani calciatori del Deportivo e si è scatenata una zuffa tra i ragazzini. Per dividerli sono scese in campo anche le madri e altri parenti. La tensione fra i giovani calciatori è subito stata messa sotto controllo, chi però non ha saputo tenere a bada i suoi nervi è stato Carlos Cejas, allenatore della squadra vincitrice. L'uomo ha avuto un battibecco con un altro adulto, lo zio di uno dei calciatori Daniel Adler, che si è sentito minacciare di essere sparato.

Che dalle parole si passasse ai fatti nessuno poteva immaginarlo. Cejas ha lasciato il campo ed è tornato negli spogliatoi, poi è riapparso sul prato armato di una pistola che non ha esitato ad usare colpendo appunto Adler. Lo sparo ha scatenato veri e propri attimi di terrore tra i bambini, nel frattempo si sono prestati i primi soccorsi alla vittima. Le sue condizioni sono apparse subito gravi, per questo è stato trasportato d'urgenza in ospedale per essere sottoposto ad un intervento chirurgico. L'uomo, seppur non in pericolo di vita, è ancora in gravi condizioni, mentre l'aggressore soltanto un paio di giorni dopo è stato arrestato. La polizia ha prima dovuto ricostruire gli eventi attraverso il racconto dei testimoni, importanti le parole rese proprio da Adler che ha individuato nell'allenatore il suo aggressore.

La storia, come preannunciato, è a dir poco assurda e non fa altro che evidenziare in maniera impietosa il difficile clima che si respira attorno al calcio in Argentina. Il presidente della Asociación Rosarina Deportiva y Turismo Infantil, Reinaldo Divonis, ha cercato di minimizzare l'accaduto parlando di caso isolato nell'ambito di un torneo che ha visto disputare più di 3000 partite, ha inoltre giustificato l'assenza della polizia durante la partita, il loro impiego non era sembrato necessario trattandosi di una partita di ragazzi così giovani. Purtroppo invece le cose non sono andate nel migliore dei modi e per poco non si è parlato dell'ennesima vittima causata indirettamente dal calcio. Non dimentichiamo infine il trauma subito da quei bambini che probabilmente ricorderanno per sempre i drammatici momenti vissuti al termine di quella che doveva essere una semplice e spensierata serata di sport.

via | clarin.com

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