Roma, svelati i retroscena della lite tra Osvaldo e Lamela


Prima la sconfitta al Friuli contro l'Udinese, quindi le indiscrezioni circa una lite tra i due attaccanti giallorossi (entrambi argentini) Pablo Daniel Osvaldo ed Erik Lamela, quindi l'ufficialità del tutto con multa e punizione per un turno per l'oriundo ex Espanyol: in casa Roma oltre il danno del quinto ko in campionato, la trasferta in terra friulana ha anche portato con sé la beffa di una chiacchierata e spiacevole discussione, degenerata, tra due compagni di squadra. La cosa in altri tempi sarebbe rimasta nella pancia dello stadio udinese, per un motivo o per l'altro è però venuta fuori e non è servito a niente il perdono di Lamela, né la scritta apparsa a Trigoria "Osvaldo non si tocca", tanto meno la mediazione di Gabriel Heinze col tecnico Luis Enrique.

L'unica concessione fatta a Osvaldo è la possibilità di allenarsi col gruppo ma per lui niente trasferta di Firenze contro la sua ex squadra, una partita a cui l'attaccante teneva molto e per questo sta vivendo, pare, malissimo la situazione risultando già ampiamente pentito. Ma cosa è successo per la precisione al termine della sfida contro l'Udinese? Come riporta il quotidiano catalano El Confidencial, sembra che Osvaldo abbia ripreso il giovane compagno reo di non avergli passato la palla; alle orecchie da mercante di Lamela, il numero 9 giallorosso si sarebbe risentito e negli spogliatoi lo avrebbe ammonito: "Sono più grande di te, e qui non siamo al River. Quando ti parlo mi devi rispondere"; al che Lamela avrebbe replicato: "Falla finita, chiudi la bocca. Tu non sei mica Maradona".

Questo ha fatto scattare la molla con Osvaldo che ha rifilato un ceffone a Lamela, gesto forte senza però conseguenze dato che i due sono stati subito separati. Inutili, come detto, i pentimenti e i perdoni, le mediazioni dei compagni e la volontà dei tifosi: la Roma ha scelto un codice etico da rispettare e simili azioni non vengono tollerate; pare che Luis Enrique ci abbia tenuto a precisare che "queste sono scelte mie, come gli allenamenti o chi deve stare in silenzio". I condizionali sono d'obbligo perché ci si attiene pur sempre alle rivelazioni de El Confidencial, di sicuro la condotta della società capitolina lascia intendere una linea di rigore e di serietà e la punizione inflitta ad Osvaldo, seppur non eclatante, suggerisce che lo screzio con Lamela sia stato ben più che verbale.

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