Ma il Palermo quanto è più forte del Lens?

Il gol di Paponi a Lens
E cinque! Quinta vittoria consecutiva in Europa per i bad boys di Pioli che espugnano anche il temibile Félix-Bollaert di Lens, fin qui inviolato per l’intera stagione sia in Coppa Uefa (due vittorie prima di ieri), sia in Ligue 1 (cinque vittorie e tre pareggi) dove la squadra di Gillot viaggia spedita in seconda posizione alle spalle dell’imprendibile Lione. Una squadra tecnicamente più forte delle varie Rubin Kazan, Odense e Heerenveen affrontate fin qua, e presentatasi all’appuntamento di ieri sera al gran completo, salvo il bomber Aruna Dindane, vicecapocannoniere del campionato francese con sette reti e assente per infortunio. Una vittoria, quindi, di grande prestigio ottenuta soffrendo contro un'ottima squadra e in un ambiente ostile.
Anche perché il Parma si è invece presentato con il solito gruppo di seconde linee e giovani speranze, rimpinguate dall’esordio assoluto in maglia crociata di Federico Moretti, classe 1988, rimasto in campo per tutti i novanta minuti collezionando alcune amnesie e titubanze piuttosto comprensibili alla sua età, ma anche uno splendido fendente alla fine del primo tempo cui solo un efficace e un po’ fortunoso intervento del portiere Itandje ha negato la gioia più grande. Il tutto in uno stadio strapieno e straboccante di passione per i colori rosso-oro; una scena veramente magnifica che dovrebbe far riflettere sulla scarsa attenzione che invece noi in Italia dedichiamo alla Coppa Uefa (e alla Coppa Italia).

La cosa che più impressiona della squadra che Pioli vara in coppa è il carattere: gli ultimi tre successi hanno seguito la stessa dinamica con gli avversari in vantaggio e i gialloblù in rimonta a vincere sempre per 2-1, situazioni che al contrario mai si sono verificate in campionato, dove il Parma una volta in svantaggio tende a sbandare paurosamente e a non riuscire ad accennare la benché minima reazione.
Ieri sera, invece, il Parma ha saputo soffrire perché nel primo tempo il Lens ha veramente messo sotto i crociati e se al quarantacinquesimo il gol di svantaggio era solo uno lo si è dovuto a un paio di ottimi interventi di Alfonso De Lucia, all’imprecisione degli avanti francesi e a quel pizzico di fortuna che, come la nuvoletta di Fantozzi, accarezza i gialloblù al mercoledì, per poi svanire nel weekend. Nella fattispecie un palo clamoroso (come a Odense) che probabilmente avrebbe ammazzato la partita impedendo ogni tentativo di rimonta.

Invece nella ripresa il Parma ha recuperato fiducia e convinzione andando in gol col solito Igor Budan (annullato per un fuorigioco di mezzo passo) e cambiando il volto della partita grazie all’innesto di Daniele Paponi, altro 1988, già definito l’erede di Sandro Melli e presentatosi in partita con un impatto devastante, prima servendo una gran palla a Zlatko Dedič che ha messo a sedere due difensori prima di insaccare sul primo palo il primo gol stagionale, e poi andando a segnare personalmente il 2-1 a tempo scaduto con una rete da manuale dell’attaccante: palla rubata in pressing, difensore ubriacato di finte e destro improvviso a rubare il tempo al portiere. Châpeau.

A questo punto, sorge spontanea la domanda per mister Pioli: ma siamo sicuri che quello di coppa sia il Parma B? Se per Odense e Heerenveen l’alibi della scarsa consistenza tecnica rispetto alle squadre di Serie A era un po’ forzato ma plausibile, per il Lens non è più così. Siamo sicuri che il Palermo, prossimo avversario dei gialloblù al Tardini, sia poi tanto più forte dei francesi?
Chiaro che i fattori che determinano questa divaricazione di risultati tra campionato e coppa non dipendono solo dalla scelta dei giocatori: influiscono anche la consistenza degli avversari, la serenità mentale con cui si affrontano le gare, la fortuna e, perché no, gli arbitraggi. Altrettanto chiaro che non si chiede a Pioli di ribaltare completamente le sue scelte perché gente come Budan, Grella, Muslimović e Paci, per fare qualche nome, è di assoluta importanza per la squadra.

Tuttavia una serena rivisitazione delle gerarchie ormai consolidate a questo punto si impone. Non solo Cigarini (sicuro titolare domenica e quindi risparmiato ieri sera), ma anche Savi (grande prestazione la sua, peccato che la palla d'oro gli sia capitata sul destro...), Rossi, Paponi e Dedič meritano maggiore considerazione. Gli ultimi due in particolare, non solo per le reti di ieri ma perché il loro costante miglioramento va seguito, incoraggiato e, in ultima analisi, sfruttato al meglio. Sono particolarmente felice per il gol di Zlatko Dedič, un ragazzo ancora giovane (1984) di grande talento e tornato molto migliorato dall’esperienza di Cremona. Lavora sodo e spesso va in tribuna senza troppe polemiche a guardare compagni che talvolta giocano peggio di lui. Ha avuto la sua chance e l’ha sfruttata bene, ora tocca a chi decide agire di conseguenza.

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