Siena ancora senza vittoria

E’ passato più di un mese dall’ultima vittoria del Siena, era il 29 ottobre quando la squadra guidata da Beretta espugnava Ascoli con uno splendido gol di Codrea a cinque minuti dalla fine. Da allora solo due miseri punti sono stati conquistati, due pareggi casalinghi con Parma e Fiorentina. E’ vero che l’ultima partita non

E’ passato più di un mese dall’ultima vittoria del Siena, era il 29 ottobre quando la squadra guidata da Beretta espugnava Ascoli con uno splendido gol di Codrea a cinque minuti dalla fine.
Da allora solo due miseri punti sono stati conquistati, due pareggi casalinghi con Parma e Fiorentina.
E’ vero che l’ultima partita non era proprio la migliore per ricominciare a prendere l’abitudine ai tre punti, la trasferta di San Siro contro la capolista Inter era oggettivamente proibitiva, nonostante questo la squadra non ha demeritato anzi.

Beretta può sicuramente consolarsi per le ottime prestazioni di Antonini e Konko, i due sono la vera rivelazione del centrocampo toscano e uniti alla ritrovata verve di Lucarelli sicuramente potranno essere importanti alla causa.
I problemi arrivano quando si parla del reparto offensivo. Il Frick di inizio stagione non c’è più, ne è riprova l’errore dal dischetto che avrebbe portato il momentaneo pareggio. Gli stessi Bogdani e Chiesa non sono riusciti ad aggiungere peso al reparto. Sicuramente sono importanti le assenze di Vergassola e Cozza soprattutto, ma alla luce delle buone prestazioni dei centrocampisti che li stanno sostituendo non sarebbe corretto dargli un peso maggiore di quello effettivo.

Insomma un mese senza vittorie può capitare, ci mancherebbe altro, la scarsa vena realizzativa anche, ma bisogna prestare attenzione alle prossime partite. La prossima trasferta a Genova contro la Sampdoria potrebbe rappresentare la partita della rinascita anche se i blucerchiati stanno attraversando un ottimo periodo di forma e non sarà facile batterli.
I punti in classifica sono 17, il margine sulla zona retrocessione è ancora rassicurante, ma guai a cullarsi, rischiando di gettare alle ortiche quanto di buono fatto fin’ora.