Hanno taroccato pure le partite?

Se ci si sta dimenticando pure dell’ inchiesta giudiziaria di Napoli che presto emetterà i rinvii a giudizio per la famosa Calciopoli, figuriamoci chi si ricordava di questo filone relativo alle scommesse abusive di una ventina di giocatori portata avanti lontano dalla luce dei riflettori dalla procura di Udine. Invece ora si scopre che, dietro

Se ci si sta dimenticando pure dell’ inchiesta giudiziaria di Napoli che presto emetterà i rinvii a giudizio per la famosa Calciopoli, figuriamoci chi si ricordava di questo filone relativo alle scommesse abusive di una ventina di giocatori portata avanti lontano dalla luce dei riflettori dalla procura di Udine. Invece ora si scopre che, dietro al vizietto di oltre 20 tra giocatori ed ex giocatori del nostro campionato, potrebbe anche esserci un nuovo scandalo calcioscommesse come negli anni Ottanta.
Si parla di partite taroccate, aggiustate, decise a tavolino. D’ altronde quando qualcuno punta 100.000 euro sul pareggio tra Reggina e Bologna dell’ 8 maggio 2005 significa che è ragionevolmente sicuro che finirà così.
Per non parlare del tris di pareggi azzeccato il 22 aprile 2006 ( Ascoli – Cagliari 2-2, Parma – Siena 1-1, Udinese-Chievo 1-1) in cui le stesse cronache del tempo facevano capire senza tanti giri di parole che un punto era il risultato che entrambe cercavano, anche se la gente ora si è fatta furba e non crede più a certe favolette. I nomi dei giocatori coinvolti sono più o meno illustri, si va da Di Michele a Sommese, da Jankulowski a Kalac, da Ferrante a Sosa, da Manfredini a Iaquinta. Per ognuno sono da stabilire le precise responsabilità, ma il materiale sequestrato agli stessi giocatori e le ricevute telematiche delle scommesse, nonchè l’ attività di investigazione sull’ edicolante di Udine che era un po il punto di riferimento di questi calciatori, costituiscono una prova inoppugnabile. Una lunga squalifica è auspicabile, senza guardare in faccia a nomi e cognomi; soprattutto spero sempre che chi sa parli, a costo di ripiombare nel caos e di perdere ulteriore credibilità.
Oppure si continuerà a mettere in scena il solito triste e falso spettacolo.

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